Conti, commissariare Roma? Tremonti frena

La verifica sui conti del Comune di Roma è quasi terminata. Il sindaco Alemanno per ora non si scopre: "Temo una sopresa più amara del previsto". I debiti sfiorano i 7 miliardi di euro. Il governo potrebbe intervenire, come previsto dalla legge. Ma il ministro dell'Economia sembra contrario

Roma - Le ultime giunte di Roma sembrano aver lasciato dei buchi di bilancio impressionanti. Del problema avrebbero parlato l'ex sindaco della capitale Veltroni e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. La situazione, infatti, sembra peggiore del previsto tanto che l'attuale sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sembrerebbe intenzionato a convocare un consiglio comunale straordinario per dichiarare lo stato di "dissesto finanziario" previsto dalla legge per gli enti pubblici che non sono in grado di pagare i loro debiti. La strada necessaria per ottenere gli aiuti del governo.

Tremonti Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti risponde alla domanda su un possibile commissariamento del Comune di Roma citando i discorsi parlamentari di Cavour. A una domanda in tal senso posta durante la conferenza stampa congiunta con il ministro francese dell’Economia, Christine Lagarde, il ministro replica: "Posso solo risponderle facendole leggere la frase scritta sul frontone 'Senza Roma capitale d’Italia - recita la frase - l’Italia non si può costituire".

Alemanno Il sindaco di Roma fino ad ora è rimasto abbastanza abbottonato. La situazione è molto delicata e, prima di tutto, si attende di conoscere la conclusione della verifica da parte degli ispettori ministeriali. Alemanno, però, non è ottimista: "Temo che troveremo una sorpresa più amara del previsto". Si parla, infatti, di un debito di 7 miliardi di euro. Il governo potrebbe intervenire ma po, per il Comune, sarebbe inevitabile un "piano di rientro".