Conti correnti nel mirino dell’Antitrust

L’Abi aderisce alla richiesta. «Ma la legge è oscura e ambigua»

Angelo Allegri

da Milano

L’Antitrust punisce le banche. L’autorità guidata da Antonio Catricalà ha sospeso la circolare emanata all’inizio dello scorso mese di agosto dall’Abi, l’associazione bancaria italiana, sulla condizioni di chiusura dei conti correnti. Il documento dell’Abi intendeva, almeno ufficialmente, offrire chiarimenti agli istituti di credito sulla nuova disciplina stabilita dal decreto Bersani. In realtà, secondo l’Autorità, che ha aperto un’istruttoria in merito, la circolare può costituire «un’intesa restrittiva della concorrenza, con il rischio di un danno grave e irreparabile». Così si spiega il provvedimento urgente, mentre l’esame più approfondito della questione dovrà concludersi entro il mese di maggio del 2007.
Sin dagli inizi il provvedimento dell’Abi aveva suscitato polemiche accese tra i rappresentanti dei consumatori, secondo cui la circolare offriva agli istituti di credito una comoda scappatoia per aggirare le norme che azzeravano le spese di chiusura del conto. Il documento chiariva infatti che se non erano addebitabili spese per la chiusura in quanto tale, ma che il divieto non si estendeva a «ulteriori servizi chiesti a valle della chiusura». In pratica rimanevano scoperte voci come la domiciliazione delle bollette e, soprattutto, il trasferimento dei titoli, che rappresentano la fetta più rilevante degli oneri legati al trasferimento del conto.
La reazione dell’Antitrust, che ha agito in base ai nuovi poteri concessi dalla legge Bersani, secondo cui possono adottare misure cautelari in caso di infrazione, è motivata proprio sulla base dei contenuti del documento. Secondo l'autorità la circolare dell’Abi fornisce «indicazioni che, da un lato, incidono sull'incentivo reale e potenziale a competere tra le imprese, dall'altro, agevolano il mantenimento di elevati costi di uscita per la clientela». Non solo: «Le indicazioni contenute, sebbene non vincolanti, sono infatti idonee ad influenzare il comportamento dei singoli operatori e costituiscono un comune punto di riferimento che - uniformando aspetti delle strategie commerciali - può ridurre il livello di incertezza circa il comportamento dei concorrenti sul mercato». La decisione dell’Antitrust ha subito provocato la reazione dell’associazione bancaria. L’Abi ha dichiarato di aderire alla richiesta dell’Antitrust e di aver inviato già nel pomeriggio di ieri una lettera agli istituti di credito.
L'Associazione ha anche sottolineato che la circolare finita nel mirino del Garante non era una delibera ma era stata redatta dagli uffici tecnico-legali dell'Associazione anche e soprattutto per rispondere alle ambiguità del testo legislativo.