Conti deposito alla riscossa: ecco come portare a casa il 3,5%

La manovra di Ferragosto cambia anche le prospettive nel versante risparmio. Con le modifiche introdotte alle aliquote, dal prossimo primo gennaio il prelievo sui conti correnti scenderà dal 27 al 20% (contestualmente salirà dal 12,5 al 20% quello sugli altri strumenti esclusi i titoli di Stato).
Gli investitori e i risparmiatori, preoccupati dall’andamento incerto dei mercati, potrebbero trovare un’opportunità nei conti di deposito, particolare forma di conto corrente destinata quasi esclusivamente al «parcheggio» di liquidità. Dopo i «pionieri», Conto Arancio di Ing Direct e CheBanca! di Mediobanca, ormai quasi tutti i gruppi finanziari hanno approntato offerte concorrenziali. Ecco come orientarsi.
Vantaggi. Il vantaggio competitivo del conto di deposito è il rendimento offerto. A fronte di un vincolo di 12 mesi si possono ottenere rendimenti lordi che spaziano dal 3,75 al 4,55% con una massimo del 5,35% su base semestrale offerto da IwBank (rendimento annuo al 4,3%). Investendo un capitale di 10mila euro, a scadenza si possono spuntare interessi netti tra i 320 e i 360 euro, ossia più del 3,5% (vedi grafico) considerato che molti operatori scontano al cliente l’imposta di bollo e che le spese sono zero. Si tratta, infatti, di conti Internet che si appoggiano al conto corrente tradizionale detenuto dal cliente. Il Bot annuale nell’ultima asta ha ottenuto un rendimento lordo del 3,57%, ma per comperarlo è necessario un conto titoli con annessa imposta di bollo. Stesso discorso per i pronti contro termine. Il denaro investito sui conti di deposito è al sicuro perché gli operatori aderiscono al Fondo interbancario di tutela dei depositi che garantisce il rimborso fino a 100mila euro.
Svantaggi. Gli svantaggi sono di carattere più teorico che pratico. Chi apre un conto di deposito lo fa in attesa degli interessi, ma se fosse necessario svincolare la somma in anticipo, decadrebbe il beneficio dell’offerta speciale e ci si dovrebbe accontentare del tasso base (variabile dall’1% circa al 2). L’altro svantaggio è teorico: la sicurezza dell’interesse comporta meno remunerazione rispetto a scelte più rischiose come obbligazioni corporate, Etf e azioni.
Le offerte. I due big del mercato, Conto Arancio e CheBanca!, offrono rispettivamente il 4,2 e il 4 per cento lordo. In evidenza InMediolanum di Banca Mediolanum con il 3,75% lordo. Unicredit attraverso Fineco offre CashPark (4,25% che sale al 4,3% lordo a 18 mesi). Banca Generali si è lanciata nel business con BG Champion (4% lordo) con un vincolo minimo di 15mila euro. CashPark e BG Champion si possono attivare appoggiandoli a conti Fineco e Banca Generali. Conto di appoggio libero (come per CheBanca! e Conto Arancio) per YouBanking del gruppo Banco Popolare. Gli interessi arrivano al 3,75 a 18 mesi. Da segnalare il 4,8% lordo a 2 anni (4,55% a un anno) di Rendimax (Banca Ifis) che offre la possibilità di riscuotere gli interessi in anticipo anziché trimestralmente (in tal caso bisogna «accontentarsi» del 3,8% lordo a un anno e del 4,3% a due).
Le soluzioni tradizionali. Il successo dei conti di deposito ha «modificato» anche i conti correnti tradizionali, soprattutto quelli online. È il caso di Webank di Bpm che consente di vincolare le giacenze offrendo il 3,75% fino a 12 mesi. Anche con BancoPosta Click di Poste Italiane è possibile la stessa scelta, rendimento al 2 per cento.