Conti «dormienti», la legge al via Risarciranno anche i Tango bond

da Roma

Un secondo tesoretto fantasma si aggira per i palazzi della Capitale. È quello - mai censito con precisione - dei conti correnti bancari «dormienti». Il Consiglio dei ministri, in attuazione delle ultime due leggi finanziarie, ha varato un decreto presidenziale in cui si stabilisce che i conti «dormienti» per 10 anni entrano in un Fondo che sarà utilizzato a tre fini: quello originario, cioè il rimborso delle vittime dei crac finanziari come Cirio, Parmalat e Tango bond; inoltre, per non meglio specificati altri fini di utilità sociale; infine, una quota del 20% sarà utilizzata - non si capisce bene perché - per la stabilizzazione dei precari della Pubblica amministrazione.
Quali sono i conti «dormienti»? Conti bancari che per la durata di dieci anni non mostrano neppure un movimento, un prelievo, un versamento. Il tipico caso è quello di un conto intestato a un single oppure a una coppia che perisce improvvisamente (accade, ad esempio, negli incidenti d’auto) e di cui i parenti prossimi non conoscono gli estremi del conto. Secondo la legge bancaria, se nessuno reclama il conto, la banca non ha l’obbligo di cercare gli eredi per l’Italia e, di solito, trasferisce l’ammontare alla sede centrale dell’istituto in attesa che qualcuno lo reclami.
La questione dei dormant accounts è stata affrontata di recente in Gran Bretagna, dove la British Bankers Association offre nel proprio sito Internet un aiuto agli eredi a rintracciare i conti. In Svizzera, l’Associazione bancaria dispone di un apposito sito Internet (www.dormantaccounts.ch) allo stesso fine. Nella Confederazione, il caso dei conti dormienti era esploso nel 1997, quando gli eredi di famiglie ebree sterminate durante l’Olocausto sollevarono il caso di banche che non avevano cercato i titolari delle somme, a volte ingenti, depositate e non reclamate.
La valutazione dei dormant accounts in Gran Bretagna è di circa 15 miliardi di sterline. Per l’Italia non si dispone di alcuna stima attendibile. L’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, autore della proposta di indennizzare i risparmiatori traditi con i conti dormienti, definì «non piccolissimo» l’ammontare complessivo. L’Abi afferma di non essere in grado di fornire alcun dato in proposito, ma esprime un giudizio positivo sul provvedimento «in linea con quanto avviene in altri Paesi». L’unica cifra è quella delle associazioni dei consumatori, che parlano di una forchetta fra i 10 e i 15 miliardi di euro. I conti bancari in Italia sono oltre 40 milioni, si ipotizza che circa 500 mila siano quelli fermi da anni.
Nel provvedimento approvato dal governo, si stabilisce esplicitamente che fra i beneficiari del Fondo siano compresi i risparmiatori «che hanno sofferto un danno in conseguenza del default dei titoli obbligazionari argentini». In generale, i conti correnti che per dieci anni non abbiano subito alcuna movimentazione, da parte del titolare o di un delegato, vengono dichiarati «dormienti» e devoluti a un apposito Fondo. Il trasferimento non è automatico: banche, sim, società di gestione, Poste, assicurazioni dovranno informare il titolare del rapporto, che sarà estinto dopo 180 giorni dalla comunicazione. È previsto inoltre un elenco pubblico - con nomi, cognomi e date di nascita - dei titolari dei conti dormienti. Entro il 31 marzo di ogni anno gli intermediari comunicheranno il numero dei rapporti «dormienti» dell’anno precedente; entro il 31 maggio verseranno denaro e titoli al Fondo, che sarà gestito da un’apposita commissione nominata dal ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa.