Conti: «Entro luglio l’Opa su Endesa»

da Milano

Nozze già fissate tra Endesa e Enel. Secondo Fulvio Conti, ad del gruppo italiano, «l’operazione si potrà concludere già a luglio». Secondo quanto previsto dalla legge spagnola dal prossimo 11 aprile «ogni momento è buono per presentare un’offerta alla Cnmv, (la Consob spagnola – ndr)» ha spiegato Conti durante una conference call con gli analisti. Da quel momento l’autorità spagnola avrà tempo due mesi per pronunciarsi sui termini dell’offerta. È il primo risultato dopo la pace firmata tra Enel e E.On. Una pace che accontenta tutti. Per Enel la campagna spagnola costerà 10 miliardi in meno di quanto aveva preventivato, in tutto 34 miliardi. E.On esce dalla partita a testa alta, potrà acquistare attività elettriche in mezza Europa: Viesgo da Enel (2,2 miliardi), il 70% di Endesa Italia (valutato circa 4,2 miliardi), Endesa France (che possiede il 65% di Snet, pari a 2 miliardi) e infine alcuni impianti di Endesa in Spagna, Turchia e Polonia.
Una pace festeggiata anche in Borsa. Ieri i titoli della compagnia tedesca sono volati mettendo a segno un guadagno del 6%, a 108,2 euro. Acquisti anche sul gruppo italiano. Enel, in mattinata ha sfiorato i massimi degli ultimi sette anni a 8,39 euro, per poi sgonfiarsi sul finale chiudendo con un guadagno dell’1,4% a 8,22 euro. Brindano anche le azioni del partner spagnolo di Enel, Acciona. Le quotazioni del gruppo di costruzioni hanno messo a segno un balzo del 6%. Spenta la speculazione, le vendite colpiscono solo Endesa, ieri meno 1% a 40 euro.
Intanto a fine giornata sono trapelate le prime indicazioni del piano di integrazione che Conti ha anticipato agli analisti. «Voglio che Endesa resti una società quotata con almeno un 20% di flottante», ha detto l'amministratore delegato del gruppo elettrico. L’ad è tornato poi a rassicurare i suoi azionisti confermando che non cambierà la generosa politica dei dividendi, «Mi impegno a pagare almeno 49 centesimi, questo significa che (il dividendo) può aumentare ma non diminuire», ha detto. Non poco se si pensa che Enel distribuisce una delle cedole più alte del mercato, pari a un rendimento del 6%. Quasi il 100% di tutti gli utili del gruppo vanno nelle tasche dei suoi azionisti.
Pochi minuti dopo le parole di Conti, S&P e Moody’s hanno messo sotto osservazione il giudizio sul debito Enel «con implicazioni negative», si legge nelle note emesse a fine giornata dalle due società di rating. «Una decisione attesa», commenta un analista. La campagna spagnola porterà il rapporto debito su margine operativo atteso per il 2007 di Enel a quasi tre volte, il doppio di quello attuale. Non è un dato che deve preoccupare. Dalla conferenza di oggi è emerso che grazie a quest’operazione Enel vedrà aumentare i propri utili già da quest’anno del 20%. Un calcolo che non tiene conto delle sinergie che potrebbero sfruttare i due gruppi. «A mio parere tra risparmi di costi e maggiore efficienze Enel potrebbe vedere gli utili crescere del 25%», spiega l’analista.