Conti: «Nucleare? Enel ha già trovato i siti»

BratislavaIl nucleare italiano riparte dalla Slovacchia. A pochi giorni dal varo del piano del governo per il ritorno alla produzione elettrica attraverso l’atomo, ieri il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, e l’ad dell’Enel, Fulvio Conti, hanno dato il via alla costruzione di due nuovi reattori a Mochovce, nel centro della Slovacchia. Per l’Enel è solo l’assaggio di quello che sarà il futuro impegno nella costruzione di centrali in Italia, ma è un passo importante. Le due unità in costruzione, infatti, sono piccole: “solo” 440 megawatt di potenza ciascuna, adatte a un mercato non grandissimo come quello slovacco, in cui l’Enel è presente attraverso la controllata Slovenske Elektrarne.
In Italia, invece, le cose andranno ben diversamente. Innanzi tutto la dimensione: ogni impianto sarà da 1.600 Mw, con una potenza quindi quasi quattro volte quella delle unità slovacche. Poi ci saranno da scegliere i siti dove dovranno essere costruite. Scajola si è detto fiducioso che la popolazione accetterà le centrali per i vantaggi che comportano. E in ogni caso le centrali dovranno essere messe in posti dove la rete elettrica sarà in grado di reggere la potenza prodotta. Anche perché, se è vero che ogni reattore sarà da 1.600 Mw, è anche vero che si sta pensando a costruire due reattori per ogni sito, per una potenza complessiva di 3.200 megawatt, una cosa forse mai realizzata in Italia.
L’Enel, che in Slovacchia utilizza un sistema che è un misto di tecnologia russa, francese e tedesca, in Italia costruirà invece reattori Epr a tecnologia francese Areva, in collaborazione con Edf. Enel ed Edf costruiranno complessivamente quattro reattori (la metà di tutti quelli previsti in Italia) di cui deterranno la maggioranza, lasciando aperta la porta alla collaborazione con altri gruppi. Il costo di ogni reattore dovrebbe aggirarsi intorno ai 5 miliardi di euro.
Di fatto, l’Enel con i nuovi impianti nucleari cala una carta importantissima per continuare a giocare un ruolo centrale nel sistema elettrico italiano. Infatti assieme a Edf sarà il primo gruppo italiano a disporre di elettricità prodotta con il nucleare di cui ha il controllo: un vantaggio competitivo non indifferente. Ed è una marcia in più la cui importanza crescerà nel tempo: infatti le centrali a carbone, che oggi sono le più competitive grazie al basso prezzo del combustibile, verranno sempre più penalizzate da leggi e regolamenti internazionali contro le emissioni di Co2. L’Enel oggi si trova ad avere centrali a carbone avanzate come quella di Torvaldaliga che permettono di avere energia a basso prezzo per i prossimi dieci anni. Quanto al nucleare, la prima centrale potrà essere messa in cantiere nel 2013 ed essere completata non prima di 4-5 anni, verso il 2018 o poco dopo: giusto in tempo per subentrare al carbone, che intanto sarà diventato meno competitivo come prezzo. In ogni caso, ha detto Conti, Enel non cercherà una quota di mercato superiore a quella attuale, che è sotto il 50%.