Conti, Prodi gioca già al ribasso: "Pil-deficit 2007? Per noi al 2,3%"

Dopo la previsione della Commissione europea (che ieri ha stimato un dato finale al 2,1%) il premier gela gli entusiasmi: &quot;Noi stimiamo un rapporto al 2,3%, meglio essere prudenti&quot;. Poi si autocelebra: &quot;In anno abbiamo risanato i conti&quot;. La replica di Forza Italia: &quot;<a href="/a.pic1?ID=176494" target="_blank"><strong>Merito del governo Berlusconi</strong></a>&quot;

Roma - Il governo "gela" l'ottimismo dell'Europa. Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha detto che nonostante la revisione al ribasso nelle stime di deficit della Commissione europea, la previsione del governo rimane "per prudenza" ferma al 2,3% indicato negli ultimi documenti ufficiali. "Vediamo un disavanzo del 2,3%. L’Unione europea fa una stima inferiore ma io voglio essere prudente, quindi dico 2,3", ha detto il premier. Ieri l’esecutivo comunitario ha abbassato la stima sul deficit italiano al 2,1% dal 2,9% indicato lo scorso autunno. A proposito dei recenti commenti dell’agenzia di rating internazionale Moody’s sull’Italia Prodi ha aggiunto: "Sono orgoglioso che Moody’s abbia detto che l’economia italiana gode di ottima salute. In un anno siamo passati dalla polmonite alla buona salute". 

Dati Prodi ha aggiunto che "l’avanzo primario è cresciuto dell’1,5% del pil, che è senz’altro migliore di zero in un solo anno. Possiamo dire che siamo usciti ora dall’emergenza delle finanze pubbliche". Il presidente del consiglio ha poi parlato del processo di ristrutturazione delle imprese, accompagnato dalla flessibilità del mercato, ha sottolineato l’inversione di tendenza dell’export tornato a crescere, il miglioramento della produzione industriale e della produttività del lavoro, fino a sottolineare l’importanza degli investimenti esteri e della necessità "di eliminare gli ostacoli all’ingresso di capitali nel nostro paese". "Sono fiducioso - ha detto Prodi concludendo il suo discorso - che il Paese riuscirà nel rilancio e deve garantire a tutti di partecipare. Dobbiamo aumentare la produttività, crescere e posso dire che finora la risposta a queste decisioni è stata molto più positiva rispetto alle previsioni. Aumentando il tasso di crescita, posso garantire che l’economia italiana possa essere riformata".