Conti pubblici, il 2010 inizia con un avanzo di 4,2 miliardi

Il 2010 si apre positivamente sul fronte dei conti pubblici: il settore statale ha infatti realizzato in gennaio un avanzo di circa 4,2 miliardi di euro, contro un fabbisogno di 1,472 miliardi dello stesso mese del 2009. Il miglioramento del saldo di gennaio è dovuto, in sostanza, a un incremento del gettito tributario, ma anche a un impatto più favorevole del flussi finanziari con l’Unione europea, dovuto a una diversa distribuzione di incassi e pagamenti nel tempo.
È il secondo mese di fila, dopo il dicembre 2009, che i conti dello Stato sono in «nero». Tuttavia, l’anno scorso il fabbisogno del settore pubblico ha raggiunto quota 85,9 miliardi, 31 miliardi in più del 2008.
La tenuta delle entrate tributarie tranquillizza non soltanto il governo, ma anche le organizzazioni economiche internazionali. «L’Italia non è un Paese a rischio - rileva Arrigo Sadun, direttore esecutivo per il nostro Paese al Fondo monetario -, visto che è stata adottata una politica fiscale estremamente prudente. L’Italia ha affrontato la crisi in posizione di relativa forza - aggiunge - e l’ha gestita molto bene, dunque sarebbe una forzatura iscriverla fra i Paesi potenzialmente a rischio».
Secondo Sadun, «il peggio è alle spalle e la ripresa è iniziata, anche se in modo differenziato fra Paesi e aree del mondo». Per questo motivo, spiega, le misure straordinarie messe in campo contro la crisi a livello globale «sono ancora necessarie per accompagnare la ripresa, e dobbiamo stare attenti a non eliminarle prematuramente». Il Fondo monetario internazionale segue con la massima attenzione i casi di Grecia e Portogallo, conclude, anche se per il momento non ha ricevuto richieste di aiuto da quei Paesi.