Conti pubblici, la Bce: tagli alla spesa nel 2009

La Banca centrale europea "striglia" i Paesi che hanno ancora il bilancio in deficit: "Servono misure correttive per il risanamento dei conti pubblici". Poi a Tremonti: "Confermato l'obiettivo di pareggio di bilancio nel 2011"

Roma - Risanamento dei conti pubblici e tagli alla spesa nella Finanziaria 2009. Lo chiede a Roma, come a tutti gli altri Stati con bilancio in rosso, è la Banca entrale europea secondo cui "i governi dei paesi dell’area dell’euro che non hanno ancora conseguito il rispettivo obiettivo di bilancio a medio termine dovrebbero delineare disegni di legge finanziaria per il 2009 che prevedano misure correttive necessarie ad assicurare progressi verso il risanamento dei conti pubblici, preferibilmente dal lato della spesa".

La manovra italiana Per l’Italia, la Bce nota che gli obiettivi della manovra triennale di bilancio "sono in qualche misura meno ambiziosi di quanto contemplato nel recente programma di stabilità per il 2008 e il 2009. È stato tuttavia confermato l’obiettivo di un bilancio strutturale in pareggio per il 2011".

Salari Il tasso d’inflazione di Eurolandia si manterrà elevato "per un periodo piuttosto lungo" ed è probabile che "registri soltanto una graduale moderazione nel corso del 2009". Lo scrive la Bce nel suo bollettino mensile, rifacendosi alle "informazioni resesi disponibili dopo la precedente riunione del consiglio direttivo" e lanciando un allarme per i rinnovi dei contratti di lavoro: "Vi sono fortissimi timori - si legge nel documento - che il manifestarsi di effetti di secondo impatto generalizzati nel processo di formazione dei salari e dei prezzi possa acuire in misura significativa le pressioni inflazionistiche".

Crescita Dopo l’attuale rallentamento, la crescita di Eurolandia dovrebbe vedere una "graduale ripresa", continua la Banca centrale europea avvertendo però che, secondo il Consiglio direttivo, le prospettive per la crescita dei Quindici sono "circondate da un grado di incertezza particolarmente elevato e che, in generale, prevalgano rischi al ribasso".