Conti-Quadrino: botta e risposta carbone-nucleare

da Milano

La mancanza di rigassificatori, impianti a carbone e centrali nucleari si può quantificare per l’Italia in un danno di 200 miliardi. Lo ha detto Fulvio Conti, ad di Enel, nel corso della presentazione di un rapporto sull’energia. Secondo Conti, l’impulso al carbone, insieme a quello per le fonti rinnovabili, è cruciale «per rientrare nei costi dell’energia agli stessi parametri dei nostri concorrenti europei». Ma Umberto Quadrino, ad della Edison, risponde immediatamente: non è sul carbone che si deve puntare se si vuol rispettare davvero gli obiettivi posti dal protocollo di Kyoto. Secondo Quadrino la fonte energetica del futuro sarà il nucleare purché, prima, si risolvano i problemi legati allo smaltimento delle scorie. «Le rinnovabili restano una strada da perseguire, ma hanno un costo elevato e non sono in grado di risolvere da sole il problema della fornitura energetica», ha precisato.
È vero, ha aggiunto Quadrino, che il carbone è la fonte energetica «più diffusa nel mondo dal punto di vista della sicurezza dell’approvvigionamento, e che ha un costo più basso. Il problema è che inquina e che quindi non è in linea con gli obiettivi di Kyoto. Per questo motivo - ha proseguito - oggi prendere delle decisioni su questa fonte pone degli interrogativi sulla sua competitività a lungo termine». Il nucleare «ha un costo inferiore a quello del carbone e di gran lunga inferiore a quello delle rinnovabili».