Conti va in ferie e evita lo «scontro» con Giordano

Manca il sale e anche il pepe nel piatto offerto da Rifondazione comunista per la visita pastorale a Genova del segretario nazionale Franco Giordano, anche come leader dell’intesa «Sinistra Arcobaleno»: Giacomo Conti - il segretario regionale del partito che aveva protestato, con tanto di sciopero della fame, contro le scelte romane dei candidati in lista che emarginano i liguri a favore di «paracadutati» da altre regioni, e aveva ricevuto una censura durissima da Giordano - non partecipa al faccia a faccia in quanto, ufficialmente, «in ferie». E lo stesso Giordano tende a ridimensionare la lite: «Resto contrario allo sciopero della fame, che si deve fare per cose più importanti - spiega, nel point di via San Luca - ma ora è il momento di chiudere la polemica e stringere le file per la campagna elettorale». Il segretario nazionale parla invece volentieri del G8, alla luce degli ultimi avvenimenti in sede giudiziaria che mettono sotto accusa le forze dell’ordine: «Noi vogliamo ancora la commissione di inchiesta sul G8 di Genova - insiste Giordano -. Non la faccio mai, la polemica con Di Pietro, ma se non ce l’abbiamo è perché il più grande fautore della legalità l’ ha impedita». E aggiunge: «Sulla sicurezza ho sentito parlare sindaci, esponenti del Pd, e magari questi temi venivano rivolti contro i lavavetri, contro i migranti, contro gli ultimi, sollecitando una sorta di conflitto tra i penultimi e gli ultimi della società. Allora mi chiedo dove sono finiti questi soggetti quando da un tribunale della Repubblica a Genova si parla di tortura in Italia. Ma non sono così sciocco da immaginare che riguarda complessivamente le forze dell’ordine verso le quali ho un grande rispetto». C’è spazio anche per dire qualcosa sul «sequestro» dei soldi alla Culmv: «Non si devono toccare. Non scherziamo con i soldi di chi lavora. La Compagnia non ha fini di lucro: i suoi soldi sono finalizzati a pagare un lavoro duro, pesante e pericoloso. Niente a che spartire con le rendite di armatori e terminalisti».