Continua la caccia alla coppia Avvistata sul treno per Monaco

Aosta C’è chi giura di averli visti nel primo pomeriggio di martedì sul convoglio delle 14.59, il Verona-Monaco di Baviera in transito a Rovereto. «Quell’uomo era Sascha Schmidt, nella mano destra stringeva un biglietto per Innsbruck, Austria. Con lui c’era una giovane donna, forse si trattava di Caterina Remhof». Ma la segnalazione del capotreno deve trovare riscontri perché «i vestiti indossati dai due passeggeri - spiega la polizia - non corrispondono alle descrizioni in nostro possesso». Certo, i due potrebbero essersi cambiati. Poi il buio. Di Caterina e del compagno Sascha, tedeschi, 26 anni lei e 24 lui, non si sa più nulla da domenica sera.
Cenavano in un locale alla periferia est di Aosta assieme ai tre figli di lei, poi sono usciti con la scusa di una sigaretta e sono scomparsi. Lasciando i bambini, di 8 mesi, 2 e 4 anni, seduti al tavolo della pizzeria Il Capanno. Intanto ieri per tutta la giornata sono proseguite le ricerche. Polizia e Interpol hanno avviato controlli in Italia e all’estero, mentre i vigili del fuoco hanno ispezionato alcuni capannoni abbandonati nella zona di Saint-Christophe, alle porte del capoluogo. Un elicottero, infine, ha sorvolato la zona, mentre i sommozzatori hanno perlustrato i fondali dei due principali corsi d’acqua. Sembra allontanarsi l’ipotesi del doppio suicidio. «Anche se allo stato attuale ogni ipotesi è plausibile - spiega Lorenzo Mesiano, vicequestore aggiunto di Aosta - cominciamo a escludere, che i due giovani tedeschi siano morti».
Dalla Germania, intanto, emergono particolari drammatici sul passato di Caterina Remhof e dei suoi figli. Il padre naturale dei bambini è in carcere a causa di una condanna a due anni e otto mesi per aver malmenato la figlia di sette mesi provocandone la morte. La sentenza è stata pronunciata il 21 giugno 2007. E sempre un tribunale tedesco, questa volta quello di Siegen, ha tolto la patria potestà alla Remhof con un provvedimento d’urgenza deciso ieri mattina. Schmidt, che è solo il compagno di Caterina, si scopre ora che in Germania aveva l’obbligo di firma presso la polizia e ora è ricercato per evasione.
Intanto la nonna materna dei piccoli si sarebbe già messa in contatto con le autorità italiane, fornendo la propria disponibilità a prendersi cura dei nipotini. Ma è quasi certo che i tre verranno inizialmente affidati alle cure dei servizi sociali di Finnentrop, la piccola località nel nord-ovest della Germania da cui Sascha e Caterina si erano messi in viaggio alla volta dell’Italia. L’unica certezza, al momento, è che il ritorno in patria dei fratellini è prevista per domani.
Da domenica sera di loro si stanno prendendo cura i servizi sociali di Aosta. I bimbi sono stati prima accompagnati in ospedale e sottoposti ad alcuni controlli medici, quindi trasferiti in una comunità protetta, in un luogo segreto e sicuro. Sono ancora lì, sorvegliati e coccolati dalle educatrici del centro.