Continua l’esodo dai fondi comuni

A gennaio raccolta netta negativa per 6,2 miliardi. Ok solo i «flessibili»

da Milano

Continua il periodo-no dei fondi di investimento che hanno accelerato la tendenza negativa emersa già nel 2006. Colpa anche delle banche che stanno focalizzando l’attenzione dei loro clienti su altri prodotti. Si è aperto infatti in profondo rosso il 2007 per i fondi comuni di investimento: secondo le anticipazioni di Assogestioni la raccolta netta in gennaio è stata negativa per circa 6,2 miliardi. Nel solo primo mese dell’anno il sistema ha accusato quasi un terzo dei deflussi record dell’intero 2006. I fondi obbligazionari accusano un deflusso netto di 3,98 miliardi, seguiti dai fondi di liquidità con meno 2,43 miliardi. I deflussi sono tornati prepotentemente sui fondi che rappresentano gli investimenti più «prudenti» dei risparmiatori e che il sistema bancario sta sostituendo, nell’offerta alla clientela, con prodotti strutturati o con investimenti diretti in obbligazioni. Prosegue invece il momento positivo dei fondi flessibili, che chiudono gennaio con una raccolta netta in attivo per 1,51 miliardi. Flussi negativi per le altre tipologie di fondi: gli azionari registrano una raccolta netta negativa per 494 milioni e i bilanciati per 392 milioni. Vanno in rosso a gennaio, per 409 milioni, anche i fondi hedge che interrompono così una lunga serie di risultati positivi: la precedente chiusura negativa risale all’aprile 2006. A gennaio «l’accoppiata fondi flessibili e fondi hedge si scioglie e a guidare la classifica dei prodotti preferiti resta solo la categoria dei flessibili, che mettono a segno una raccolta di oltre 1,5 miliardi - spiega Assogestioni -; dopo un iniziale ritorno in territorio positivo i fondi di liquidità tornano in negativo. Proseguono ininterrotti i deflussi dai fondi obbligazionari».
Ancora una volta i deflussi hanno investito in primo luogo i fondi di diritto italiano, che chiudono gennaio con deflussi netti per 6,24 miliardi. Appena sotto la parità (meno 92 milioni) i fondi roundtrip (di diritto estero, ma istituiti da intermediari italiani) e modesto attivo per i fondi esteri (più 141 milioni). I deflussi di gennaio si riflettono sul patrimonio, che si è fermato a 601 miliardi.