Conto Arancio, il «salvadanaio» Un nuovo modo di fare banca

Enrico Boschivi

Ing Direct è la banca on-line del gruppo olandese Ing. Nasce nel 1997 ed è oggi presente in nove Paesi, con un'unica mission: offrire esclusivamente via internet e telefono prodotti retail semplici e con le migliori condizioni economiche sul mercato. Con 15 milioni di clienti e 191 miliardi raccolti, è oggi la banca on-line più grande al mondo.
In Italia, Ing Direct è attiva dall’aprile 2001. Si afferma dapprima nel settore del risparmio grazie a un prodotto dalle caratteristiche uniche e distintive: il conto di deposito Conto Arancio. Nel marzo 2004 entra nel mercato dei prestiti ai privati con Mutuo Arancio, il mutuo a zero costi per l’acquisto della prima e seconda casa; nel novembre 2005 lancia Dividendo Arancio, il fondo azionario globale che investe nelle società a più alto dividendo nel mondo. Il modello di business Ing Direct si fonda su alcuni punti di forza: focalizzazione su pochi prodotti, semplicità e trasparenza dell'offerta, efficienza operativa, marketing e attenzione al cliente. I canali telematici, Internet e telefono, sostituiscono l’attività di sportelli e intermediari finanziari e lasciano spazio a una struttura snella e dinamica di circa 380 persone. I costi operativi sono così ridotti rispetto a una banca tradizionale: 0,31% sugli asset totali contro il 2,3% medio del sistema (dati tratti dal bilancio della Banca d'Italia).
In assenza di sportelli e di intermediari, il marketing rappresenta l’unico contatto con il mercato. Ispirandosi alle tecniche marketing tipiche dei mercati più competitivi, Ing Direct ha saputo creare un brand forte e riconoscibile, fondato su promesse di prodotto chiare e su una comunicazione di grande impatto. Sono ormai nove italiani su dieci a conoscere la famosa zucca, diventata il simbolo del nuovo modo di fare banca di Ing Direct, e oltre 20mila le persone che ogni giorno visitano il sito www.ingdirect.it o chiamano il customer care, con picchi record di 130mila contatti giornalieri. Sicurezza e solidità completano l’offerta di Ing Direct, che è controllata al 100% dal colosso bancario e assicurativo Ing (rating AA- S&P’s e Aa3 Moody’s), opera sotto la vigilanza della Banca d’Italia e della Banca d’Olanda e aderisce al Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd).
Ing Direct Italia ha dimostrato nel corso degli anni una crescita rapida e costante fino a essere, oggi, la prima banca on-line in Italia e la settima per raccolta diretta retail, una realtà consolidata con 700mila clienti e oltre 13 miliardi di euro raccolti. Dal lato mutui, sono oltre 8mila i finanziamenti concessi e circa 900 milioni di euro erogati.
«In Italia il sistema bancario è soprattutto regionale e le reti di sportelli hanno più personale degli istituti stranieri. Le attività organizzative vengono accentrate, mentre si aprono filiali in nuove regioni. Tutto questo appesantisce i costi e di conseguenza la remunerazione per i conti correnti dei risparmiatori è inferiore all’1%». Dick Harryvan, direttore generale di Ing Direct, è critico sul sistema bancario del nostro Paese e osserva: «Noi siamo low cost», facendo del segreto uno slogan. «Riusciamo - spiega - a mantenere i costi operativi a un decimo rispetto alle banche italiane». Gli oltre 15 milioni di clienti di Ing nel mondo solo due anno fa erano 11,5, i 200 miliardi di euro di raccolta, a fine 2004 erano 151. «Abbiamo enormi spazi di crescita. Le previsioni dicono che tra dieci anni il 30% delle famiglie avrà un conto on-line». È vincente la formula. Il cliente di Ing non rinuncia al proprio conto tradizionale, perché il conto Arancio è aggiuntivo; un «salvadanaio» nel quale viene dirottata la liquidità in eccesso, secondo le indicazioni del correntista, a un rendimento maggiore.
A questo conto-risparmio (che rappresenta oltre il 90% delle attività di Ing Direct) si sono poi aggiunti in Italia, nella stessa logica «low cost», i fondi d’investimento e i mutui. «Anche qui la strategia è chiara: cerchiamo la semplificazione, per noi e per il cliente, che si traduce in un’offerta facile. Non occorre avere un portafoglio di 200 fondi, come tante finanziarie tradizionali, che poi guadagnano solo su dieci. Evitiamo dispersioni per noi e confusione per il mercato». Quanto a futuri altri prodotti, attualmente sono in sperimentazione nuovi conti correnti, un sistema di credito al consumo e dei prodotti pensionistici.