Un conto corrente che parla spagnolo

«Cuenta Conmigo» è rivolto alla folta comunità di immigrati

Un’occhiata attenta alle statistiche, ma anche un semplice giro in città, nei luoghi pubblici, deve aver convinto anche i più prudenti. E allora è decollata ufficialmente l’idea pensata dal tandem Alfredo Rosso-Angelo Gambaro, rispettivamente direttore Area e responsabile marketing del Banco di Chiavari e della Riviera Ligure (come dire: la «Caravella» tanto cara ai genovesi, tornata a navigare di recente col vento in poppa). In questi giorni, dunque, gli immigrati di lingua spagnola - circa 30mila persone - hanno un’opportunità in più e una serie di agevolazioni in materia di servizi bancari che va sotto il nome di «Cuenta Conmigo», sostanzialmente traducibile come «Conta su di me»: un conto corrente caratterizzato da un canone mensile di 3 euro, operazioni illimitate, carta ricaricabile gratuita per ritiro contante e acquisti, PagoBancomat e domiciliazione utenze, oltre a una copertura assicurativa, sempre gratuita, che prevede una diaria in caso di infortunio e biglietti aerei per rientro al Paese di origine per causa di lutto o ricovero ospedaliero. «Siamo riusciti a realizzare per la prima volta in Liguria - spiega in particolare Rosso - un conto corrente rivolto in maniera specifica alle comunità ispaniche, ricco di contenuti e a basso costo, che abbina operatività e finalità sociali». Le caratteristiche sono state illustrate ieri nel corso di una cerimonia nella sede del Banco cui hanno preso parte i consoli di Ecuador, Repubblica Dominicana e Perù, l’assessore provinciale alla Cultura Maria Cristina Castellani e il responsabile del Piano regolatore sociale della città, Giorgio Pescetto. E proprio Castellani e Pescetto hanno «interpretato» e sottolineato la sinergia fra obiettivi di mercato e valenza sociale dell’operazione: più che di «aiuti» e «sussidi», la strategia messa a punto dal Banco di Chiavari (Gruppo Bpi) punta all’integrazione e all’emancipazione interculturale e multiculturale. In questo senso, per la «Caravella», tradizione e innovazione, promozione culturale e sociale mai distinta dallo sviluppo economico, si trovano ancora una volta allineate. Nello spirito del fondatore, quel senatore Nicola Giuseppe Dallorso che fa ancora sentire in qualche modo la sua impronta di banchiere illuminato.