Il conto non piace al turista Boccadasse, si spera, sì

Sono un assiduo lettore, di Taranto, del suo giornale, la importuno per segnalarle un episodio a me accaduto, dopo aver letto un vostro articolo che recitava: «Non paga il conto troppo salato e il magistrato gli dà ragione». Questa lettura mi ha fatto subito esclamare: «Allora è abitudine a Genova presentare nei ristoranti conti salati».
Infatti approfitto per segnalare quanto accadutomi in aprile dello scorso anno, a Genova in un ristorante, durante una mia visita. Entrai in una trattoria con amici (trattoria Dindi), sembrava una trattoria a conduzione familiare, impressione confermata quando abbamo chiesto la lista del menù, infatti ci fu detto che non la usavano perché i menù cambiavano ogni giorno.
Per cui ci elencò il tutto e noi facemmo la nostra ordinazione, con vino della casa. Il conto finale: quattro coperti 248,00 euro, non si accetta né carta di credito, né assegni, solo contanti.
Il pasto goduto non comprendeva certo aragoste od altro pesce pregiato, per cui facemmo delle dimostranze e la signora impietosita ci fece uno sconticino, riducendo la cifra a 225,00 euro, non capendo o facendo finta di non capire, che il nostro disgusto non era nella impossibilità di pagare, ma verso la truffa che ci stava propinando.
Non abbiamo ritenuto opportuno seguire vie giudiziarie, perché abbiamo ben altro da fare, ma come lei certo intuisce non ci è andata giù ancora oggi.
La mia conclusione è che a Genova dovete vigilare molto, perché questi episodi servono solo ad allontanare il turista da questa bella città. Conservo gelosamente la ricevuta fiscale, per evitare di cadere nel tempo in quella trappola.
Taranto

Su un puntro concordiamo in pieno: 20 euro di coperto sono davvero troppi. Quanto al resto, beh, diciamo che è sopra la media. Ma lei, ci auguriamo che, prima e dopo il pranzo, abbia potuto godere a pieno della bellezza di Boccadasse.