Il «conto» di Telecom manda in rosso la Pirelli

Per i pneumatici risultati migliori del previsto: in Borsa +7%. Investimento da 250 milioni in Russia

da Milano

Pirelli continua a pagare il conto-Telecom e chiude il primo semestre in «rosso» per 9,5 milioni. È il risultato della svalutazione della quota dell’1,36% ancora rimasta nel capitale del gruppo di tlc dopo la cessione della maggioranza relativa. Le azioni sono state portate da 2,21 a 1,27 euro. Un adeguamento che riflette il valore di Borsa della fine di giugno. E che è costato alla Pirelli ben 155 milioni, mandando in rosso il bilancio semestrale.
Ma la svalutazione decisa dal presidente Marco Tronchetti Provera sembra anche un segnale all’indirizzo dei nuovi padroni di Telecom, visto che la holding Telco ha appena confermato il valore medio di carico della partecipazione del 24,5%, fermo a quota 2,69 euro per azione. La differenza con i valori correnti vale una perdita nell’ordine dei 5 miliardi, ma i soci di Telco «ritengono che non sussistano elementi che configurino una perdita durevole di valore». Per Pirelli invece sì. Ma è evidente che nei prossimi mesi Telco potrebbe riprendere in mano il dossier. Anche perché se i titoli resteranno sotto 1,3 euro, la holding dovrà integrare le garanzie del debito bancario, coperte con il pegno dei titoli.
Ma questa per Tronchetti è ormai una storia laterale, poco o punto interessante. Quello che conta è piuttosto la Pirelli, che nei conti semestrali ha mostrato nel business degli pneumatici i segni della flessione generale del settore, ma allo stesso tempo una tenuta e una redditività migliori dei concorrenti e delle previsioni degli analisti. Tanto da meritarsi una chiusura del titolo in Borsa con un balzo del 7,5 per cento.
Nel periodo gennaio-giugno 2008 i ricavi consolidati sono saliti del 2,7% a 2.685 milioni su base omogenea rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e il margine operativo lordo è calato a 316,8 milioni di euro da 326,5. Per quanto riguarda la divisione pneumatici, Pirelli Tyre, i ricavi sono stati pari a 2.166 milioni, in rialzo del 3% a cambi costanti da 2.151,4 milioni e l’Ebitda è sceso del 5% a 286,5 milioni.
Intanto la joint venture in Russia tra Pirelli e Russian Technologies comincia a prendere forma. La nuova società, controllata congiuntamente, a sua volta possiederà il 100% di una società registrata in Russia. L’accordo prevede, si legge in una nota del gruppo, un investimento di circa 250 milioni di euro per la realizzazione di un insediamento industriale per la produzione di pneumatici nel parco industriale e tecnologico di Togliatti nella regione di Samara, a sud-est della Russia europea, attraversato dal fiume Volga.
Infine, Pirelli non ha allo studio alcun progetto, incluse eventuali operazioni di buy back, per investire la cassa rimasta dalla cessione di Olimpia, pari a 258 milioni. Lo ha confermato lo stesso Tronchetti Provera nell’incontro con gli analisti finanziari.