Il contrabbandiere della filosofia che ha creato un nuovo «Venerdì»

Michel Tournier è nato a Parigi nel 1924. Ha frequentato i corsi di Filosofia alla Sorbona e all’Università di Tubinga. Ha lavorato alla radio francese e si definisce un contrabbandiere della filosofia, poiché cerca di «raccontare» Platone, Aristotele, Spinoza, Kant come fossero favole. Tournier recupera vecchie trame narrative e leggendarie attraverso un’interpretazione ricca di elementi ironici, con riferimenti storici, letterari, biblici. Considera i libri scritti per l’infanzia le sue opere migliori, perché racchiudono concetti metafisici pur appassionando bambini di sei anni. Ha esordito con il romanzo Venerdì o il limbo del Pacifico (1967), che in Francia ha superato i 3 milioni di copie vendute, in cui riprende la trama del romanzo di Defoe e ne capovolge il senso: Venerdì non subisce le leggi e le consuetudini di vita imposte da Robinson, ma è lui a convertire il bianco occidentale, avviandolo a una metamorfosi iniziatica verso una vita autentica e primitiva. Ha scritto poi Il re degli ontani (1970), Le meteore (1975), Gaspard, Melchior e Balthazar (1980), Gilles e Jeanne (1983), La goccia d’oro (1985), la raccolta di racconti Il gallo cedrone (1978), il saggio autobiografico Il vento Paracleto (1977) in cui sono chiariti anche i nuclei tematici della sua narrativa e Piccole prose (1986), dedicato al tema della fotografia, che ha praticato. In Italia è pubblicato da Garzanti, Salani e Vallardi. Vive nella vallata di Chevreuse, 40 chilometri a sud-ovest di Parigi, nel presbiterio di un piccolo villaggio dove è stato vicino di casa di Ingrid Bergman.