Contrada parla dal carcere: "La dignità vale più della libertà"

Lo sfogo di Bruno Contrada al cognato, il generale di brigata Giancarlo Tirri, che oggi è stato davanti al penitenziario di Santa Maria Capua a Vetere dove l'ex agente del Sisde è detenuto

Santa Maria Capua Vetere - "La mia dignità di uomo e di servitore dello Stato vale più della mia libertà e non permetto a nessuno di distruggerla a costo della mia stessa vita". Sono le parole di Bruno Contrada, riportate dal generale di brigata Giancarlo Tirri, marito della sorella Anna Contrada, che è stato oggi davanti al carcere militare di Santa Maria Capua Vetere non potendo incontrare il congiunto poiché la famiglia aveva esaurito i colloqui mensili stabiliti in base ai regolamenti del penitenziario militare. Tirri ha detto: "Questo altissimo senso di dignità e la ferma volontà di difendere il proprio onore dalle accuse infami che gli sono state rivolte stanno consentendo a mio cognato di rimanere ancora in vita, nonostante le gravissime condizioni di salute in cui versa, inesorabilmente aggravate dalla stato di detenzione".

"Bruno Contrada - ha aggiunto - da quando è in carcere, oltre alle preoccupanti patologie da cui era già affetto, ha subito per ben due volte una lesione ischemica nel territorio dell’arteria cerebrale posteriore che ha provocato altresì una ipertensione della guaina del nervo ottico di sinistra. Ciò gli impedisce di potersi dedicare alla lettura, l’unico sollievo che poteva servirgli a lenire l’enorme sofferenza interiore, con evidenti ripercussioni anche sul suo morale letteralmente a pezzi".