Contrada, il poliziotto incastrato dai pentiti che non ha voluto chiedere la grazia

Bruno Contrada, ex numero tre dei servizi segreti civili, fu arrestato nel dicembre del 1992 con l’accusa di concorso esterno in associazione di tipo mafioso sulla base delle dichiarazioni di alcuni pentiti come Tommaso Buscetta e Salvatore Cancemi. Rimase in regime di carcerazione preventiva fino alla fine di luglio del 1995 e al termine del processo di primo grado, nell’aprile del 1996 fu condannato a 10 anni di reclusione. La sentenza fu ribaltata in appello ma la Corte di cassazione la annullò e dispose un nuovo processo che si concluse con la conferma della condanna a 10 anni. Quest’ultima sentenza divenne definitiva nel maggio del 2007. Alla fine di quell’anno l’avvocato di Contrada, ora agli arresti domiciliari per motivi di salute, chiese al capo dello Stato la concessione della grazia pur in assenza della domanda da parte del suo assistito che, sempre proclamatosi innocente, non intendeva presentarla. E la grazia non è arrivata.