Contrada è sempre più grave ma il giudice non decide

Parla il legale dell'ex funzionario del Sisde in carcere per concorso in associazione mafiosa: "Ogni ritardo può essere fatale". Lui scrive dal carcere: "Chi parla di me prima s'informi"

Catania - "Lo stato di salute di Bruno Contrada si aggrava ma ancora il magistrato di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere non ha deciso sulla nostra richiesta di scarcerazione per motivi di salute: ogni ora di ritardo può essere letale". Lo afferma il legale dell’ex funzionario del Sisde detenuto per scontare una condanna a 10 anni di reclusione per concorso in associazione mafiosa, l’avvocato Giuseppe Lipera, annunciando di "avere inviato un fax di sollecito al giudice Daniela Della Pietra". "Contrada - sottolinea il penalista - non riesce a dormire, nonostante assuma dei sonniferi, per lo stato di ansia e agitazione, che non riescono a calmare neppure le gocce di sedativo. È in forte stato di astenia perché si alimenta pochissimo ed ha tachicardia e difficoltà a respirare".

Condizioni gravi Nell’istanza di sollecito l’avvocato Lipera ricorda che "Contrada ha 76 anni, è soggetto gravemente diabetico che giornalmente deve assumere una dieta particolare, che tra l’altro non gli viene neanche somministrata, soffre di cuore, ha già subito delle ischemie celebrali ed è affetto da tutta una serie di patologie gravi. Tale situazione - aggiunge il penalista - si prospetta alquanto allarmante in quanto le sindromi manifestate dal condannato, unitamente a quelle di cui è già acclaratamente affetto, sottopongono Contrada ad altissimo rischio quod valitudinem et vitam". Per questo il penalista invita il giudice Daniela Della Pietra "a provvedere, oggi stesso, a concedere il differimento esecuzione pena per gravissimi motivi di salute".

Lettera dal carcere di Contrada "Tutti coloro che, per qualsiasi motivo, vogliono dire qualcosa sulla mia vicenda giudiziaria, non parlino per sentito dire o sulla base di notizie dei mass-media; si informino, leggano gli atti dei processi, le sentenze, i motivi di appello, le memorie difensive, le testimonianze di più di 100 altri Funzionari e Ufficiali delle Istituzioni e dei Corpo di polizia". Lo scrive l’ex dirigente del Sisde in una lettera dal carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, diffusa via Internet dal suo legale, Giuseppe Lipera.