CONTRADDIZIONI VIVENTI

Fra le tante fortune che si hanno quando si fa il mio lavoro, c’è quella di seguire la campagna elettorale in prima persona. In queste settimane, giro come una trottola, ma ne vale la pena. Perchè aiuta a capire meglio questa campagna elettorale, a dire il vero un po’ squallida. E cercherò di raccontarvela un po’ alla volta, in una specie di rubrica-racconto che faccia da bussola e da diario di bordo.
Ad esempio, si può urlare a tutti quanto brutta sia questa legge elettorale che espropria i cittadini della possibilità di scegliere i loro rappresentanti e rischia di farci eleggere gente che non vedremo mai più dalle nostre parti: nella scorsa legislatura, nel centrodestra è successo a Ferruccio Saro, senatore friulano che ha preso i voti in Liguria e poi si è occupato solo di Friuli. Nel centrosinistra, si è segnalato il diniano Italo Tanoni, eletto nell’Ulivo e stavolta candidato del Pdl, che spiegò che era giusto candidarlo in Liguria, perchè gli piace molto il pesto.
Stavolta, i paracadutati stanno (quasi) tutti nel Pd. C’è Giovanna Melandri che continua la saga del pesto ed ha spiegato in una bella intervista al Corriere Mercantile la gioia e la difficoltà dopo che sua figlia vuole la pasta al pesto con fagiolini e patate, rivoluzione copernicana rispetto al pesto normale. C’è un tale Garofani, ex direttore del Popolo, che sembra un animale mitologico, metà candidato, metà entità. C’è un certo Fassina, di cui ci occuperemo ancora, che era uno stretto collaboratore di Vincenzo Visco e tanto può bastare. C’è un tal Lusi, di cui non c’era notizia in Liguria prima della sua candidatura. E via così.
In tutto questo, rendiamo onore a Roberta Pinotti, Claudio Gustavino, Lorenzo Forcieri e Mario Tullo. Con cui, magari, a volte ci prendiamo, ma di cui abbiamo stima. E che, soprattutto, sono liguri per davvero, come lo è Mazzarello. Ecco, mi avessero raccontato che un giorno avrei rimpianto Graziano in Senato, non ci avrei creduto. E invece è vero, lo rimpiango. Con Mazzarello ci puoi litigare, ma conosce i problemi della Liguria.
In particolare, stimo Gustavino, che considero una gran brava persona, uno che sarà anche un ottimo parlamentare, perchè le persone perbene lo sono comunque, in qualsiasi schieramento militino. Penso che Gustavino sia un moderato vero, lo dico senza ironia. E quindi gli ho chiesto e continuo a chiedergli cosa ci fa in maggioranza in Regione Liguria insieme alla Sinistra Arcobaleno, tutti insieme appassionatamente per Burlando. L’altra sera - a una bella puntata di Piazza Elezioni, la trasmissione dell’ottima Franca Brignola su Telegenova - abbiamo avuto la libertà di parlare di politica in modo appassionante con persone preparate, dall’azzurra Gabriella Mondello al leghista Giacomo Chiappori, passando per Gustavino e per Simone Leoncini, rappresentante Arcobaleno orgogliosamente comunista, che però non ha mai smesso di essere una persona educata nei rapporti umani.
In poche parole. Leoncini ha detto che, con le tasse, bisogna togliere ai ricchi per dare ai poveri. Gustavino si è ribellato ai novelli Robin Hood fuori tempo massimo, spiegando che lui non vuole più concepire la politica come lotta di classe e che quelli della Sinistra Arcobaleno sono ragionamenti di «gente di un altro secolo». Io ho affondato nella piaga e nella contraddizione di due signori di secoli diversi che governano insieme. E Leoncini e Gustavino hanno polemizzato fra loro, anche se guidano insieme la Liguria.
Gustavino spiega che, in Regione, non c’è stato motivo di rompere l’alleanza perchè non si discute di questioni come quelle nazionali e, finchè non c’è motivo di rottura, non ha senso spaccare la coalizione di Burlando. Ma - se è vero quello che dice il Pd - non hanno più niente da dirsi con Rifondazione. Se è vero.
Certo, però, il fatto che a livello locale continuino a governare insieme e che la futura senatrice Arcobaleno Cristina Morelli dichiari che lei è pronta a collaborare con Veltroni, dimostra che forse la storia è un’altra.
Chi deve dare spiegazioni non è Leoncini, non sono i duri. Chi deve dimostrare con i fatti di aver girato davvero pagina è Gustavino, sono i moderati. Se sono moderati, certo.