Contraffazione impunita Quattro reati su cinque restano senza condanna

Quando si parla di venditori ambulanti abusivi proclami e programmi valgono ben poco perché la realtà è davanti agli occhi di tutti: basta fare due passi in centro, dove i «vu cumprà» c’erano, ci sono e probabilmente ci saranno. Qualche giorno fa un lettore scriveva: «...forse con l’estate la soglia di tolleranza o di attenzione si è abbassata e se si esce dalla stazione del metrò di piazza Cadorna si possono vedere lì, in bella mostra, distese di modeste merci messe in vendita».
«Loro si danno da fare, ma assicuro che noi ce la mettiamo tutta - spiega il comandante della polizia municipale Tullio Mastrangelo -. Abbiamo servizi antiabusivismo praticamente in tutta la città. E non solo nelle zone più battute da questi venditori, i principali assi commerciali - in particolare il centro con via Dante, la zona del Castello Sforzesco, corso Vittorio Emanuele, piazza San Babila e naturalmente corso Buenos Aires -, ma anche in tutti i 95 mercati scoperti e sui mezzanini della metropolitana. Da questo fine settimana, poi, presidiamo anche Brera».
Solo la polizia locale di Milano, dal 1° gennaio a oggi, ha portato a termine 1.700 sequestri penali, con 10 milioni di pezzi sequestrati. Ma la metropoli, con il suo alto giro d’affari, rappresenta da sempre una «sirena» per l’illecito di ogni genere. E così detiene anche la maglia nera della vendita della vendita di «falsi» dopo Napoli e la provincia di Prato. In Lombardia, secondo i dati forniti dalla Camera di Commercio di Milano, la contraffazione e il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza dei prodotti e sulla tutela del made in Italy, costerebbero alle nostre imprese 3,4 miliardi di euro all’anno, ovvero circa 4mila200 euro per ogni singola impresa.
Il governo ha cercato di fare molto contro la contraffazione. Tuttavia, basta fare un controllo in Procura per rendersi conto che l’80 per cento dei procedimenti per vendita di borse, cd, dvd, occhiali falsi di modesta quantità (quella più diffusa, dei singoli ambulanti, per intenderci) finiscono in un nulla di fatto: il tribunale è intasato, il lavoro è troppo. Si lascia correre. E non per mancanza di buona volontà.
«Le forze dell’ordine presidiano il territorio, ma in questi casi le azioni più efficaci si ottengono stroncando le organizzazioni criminali alle origini - spiega l’assessore alla Sicurezza di Palazzo Marino, Marco Granelli -. Come Amministrazione quest’anno, per la prima volta, abbiamo fatto in moda che la zona Navigli non abbia ingressi per gli abusivi. Per tutelare l’eccellenza della città e i commercianti regolari che vi investono».
«I principali produttori di materiale contraffatto sono i cinesi - conclude Mastrangelo -. In via Stephenson abbiamo trovato un deposito con addirittura 7 milioni di pezzi. Tutto materiale contraffatto importato direttamente dalla Cina. Perché Milano è zona di depositi e vendita, ma non di produzione. La produzione è altrove. Quella cinese a Prato e in Campania»PaFu