«Contrari alla chiusura dell’ospedale»

C'è chi ha mal digerito, a Santa Margherita, l'ultimo Piano sanitario regionale. Quello con cui la giunta, guidata da Claudio Burlando, consegna alla memoria storica il nosocomio cittadino per conferire i finanziamenti necessari alla struttura di Rapallo in via di costruzione. Lo scoccare dell'ora delle decisioni irrevocabili non stronca però le proteste, catalizzate da un comitato che non alza ancora bandiera bianca di fronte allo smantellamento dell'ospedale. O, come preferisce dire l'assessore regionale Claudio Montaldo, alla sua «riconversione in polo residenziale riabilitativo con piastra ambulatoriale». Si tratta, per la verità, dell'ultima pagina di una storia che prometteva una migliore soluzione. La struttura, finanziata da un ente benefico cittadino, fu inaugurata nel 1972 e contemplava, ai suoi albori, 180 posti letto. Quindi passò alla Usl, antenata dell'attuale Asl. Nel 1995, quando i letti si erano già ridotti a 79, quest'ultima ha preteso dall'amministrazione comunale un miliardo di vecchie lire per omologare la struttura ospedaliera alle moderne normative di sicurezza. Pena la chiusura. Ora, per dequalificarla, chiede di poter vendere, a fini abitativi, un'area di pertinenza e pubblica senza nemmeno rimpolpare il piatto con un punto di pronto intervento. «Sia chiaro - premette il portavoce del comitato, Giulio Marri - non chiediamo il mantenimento di un alto livello di prestazioni per spirito campanilistico. Le strutture esistenti sono poche se paragonate al bacino d'utenza del Levante, che nei mesi estivi triplica. Il rischio è che il futuro ospedale di Rapallo e quello di Lavagna collassino». «E proprio a Lavagna - tuona il presidente del comitato, Marco Delpino - oggi si registrano attese infinite per accedere al servizio di pronto soccorso. In sala d'aspetto stazionano decine e decine di persone. Mi chiedo con quale tranquillità possa operare il personale medico. In più, da un'indagine statistica, risulta che l'84 per cento su un campione di 100 ospiti a cui è stato chiesto di indicare la gamma di servizi irrinunciabili che Santa Margherita deve offrire, giudica essenziali le prestazioni sanitarie». Alla protesta non si allinea il sindaco Claudio Marsano, medico cardiologo, che pure non ha mai fatto mistero di ritenere il nuovo ospedale di Rapallo una scelta politica. «Il piccolo ospedale - ha spiegato - è pericoloso per i pazienti che ha bisogno di strutture comprensive di tutte le specialità».