Contratti, alla Cgil l’«ultima chiamata» di Confindustria

Alla vigilia dell’incontro, oggi a palazzo Chigi, fra le parti sociali sulla situazione economica, Emma Marcegaglia lancia «l’ultimissima chiamata» alla Cgil perchè accetti la riforma dei contratti di lavoro. «Non possiamo più perdere tempo, bisogna trovare nuove convergenze di fronte a una crisi che si è aggravata», dice il presidente della Confindustria. Ma Guglielmo Epifani chiude la porta: affrontare adesso la riforma contrattuale «è totalmente privo di senso», perchè le priorità sono altre. E il segretario della Cgil avverte che una riforma senza la sua firma sarebbe «inefficace». la riunione odierna - in cui si affronteranno temi delicati come quello delle risorse per gli ammortizzatori sociali - è stata preparata da un vertice ministeriale coordinato da Gianni Letta, che si è tenuto ieri pomeriggio alla presidenza del Consiglio. Presenti Giulio Tremonti, Maurizio Sacconi, Renato Brunetta e Raffaele Fitto. Al governo è giunta una lettera delle Regioni in cui i governatori, pur disponibili a fornire risorse per affrontare la crisi, chiedono che per gli ammortizzatori vengano utilizzati non soltanto i fondi europei di pertinenza regionale. Secondo Tremonti, per la cassa integrazione e gli altri ammortizzatori sarebbero necessari 8 miliardi in due anni, che tuttavia non possono andare ad appesantire il deficit pubblico. «Atri Paesi possono farlo, noi no - dice il ministro dell’economia al Financial Times - siamo obbligati ad essere prudenti».