Contratti, la Cgil lascia il tavolo della riforma La Cisl: è senza senso

da Milano

Ieri a mezzogiorno è scaduto il termine per la presentazione delle manifestazioni d’interesse all’acquisto di asset di Alitalia. Al commissario, Augusto Fantozzi, sono giunte molte buste, passate al vaglio dei legali. Nella serata non era stato ancora comunicato né il loro numero, né la qualità degli offerenti, né i pezzi di patrimonio oggetto d’interesse. Ma una cosa comunque è certa: per Az Fly c’è un’unica offerta organica, ed è quella della cordata italiana Cai. Questo sgombera dagli ultimi dubbi sull’assegnazione delle attività di volo, che non vengono contese da altri soggetti. A questo punto il calendario si presenta serrato: domani Cai, in assemblea, formalizzerà gli ultimi accordi, che hanno riportato in vita l’offerta precedentemente ritirata, e getterà le basi per la ricapitalizzazione. Di seguito, sarà elaborata l’offerta vincolante da presentare al commissario entro il 15 ottobre, che dovrà essere sottoposta a confronto con le valutazioni effettuate dagli advisor del Tesoro (Banca Leonardo) e dell’amministrazione straordinaria (Rothschild). La cessione deve avvenire infatti a prezzi di mercato; l’offerta economica finora nota era di circa 400 milioni di euro (i soli slot che Alitalia possiede all’aeroporto di Londra Heathrow valgono altrettanto). Nell’offerta saranno precisati i nuovi perimetri dell’acquisto, che hanno subito modifiche dopo gli accordi sindacali; comprenderanno anche i servizi informatici, i call center, la manutenzione pesante negli hangar di Fiumicino; e quote di minoranza di Atitech e del Cargo, settori per i quali già esistono potenziali compratori.
Un capitolo aperto è quello dell’Enac. Ieri l’autorità per il volo ha prorogato fino a marzo 2009 - con verifiche mensili - la licenza provvisoria già accordata ad Alitalia. Ma le richieste di «discontinuità» tra vecchia e nuova compagnia, poste tassativamente dall’Unione europea, pongono il problema di nuove autorizzazioni. L’autorità presieduta da Vito Riggio si aspetta «ad horas» che Cai richieda un incontro e che spieghi che cosa intende fare. Ieri ha detto: «La situazione finanziaria è difficile. Prima subentra un nuovo soggetto, meglio è». La società sembra intenzionata a non utilizzare né la licenza di volo di Alitalia, né quella di Air One. La via da percorrere sarà dunque quella di una nuova licenza; per anticipare i tempi, Cai potrebbe decidere di acquistare, intanto, un aereo e di avviare la procedura con quello, in attesa che avvenga l’assegnazione degli asset di Alitalia. Il rilascio di una licenza richiede infatti numerose settimane, ma Riggio promette tempi rapidi.
Collegato alla discontinuità c’è anche il marchio. Negli ambienti di Cai si minimizza, e, se anche ci saranno «piccole modifiche», non viene considerato un punto essenziale. Va ricordato che la compagnia erede di Swissair fu battezzata Swiss, quella di Sabena, Brussels.