Contratti, Marcegaglia: avanti anche senza Cgil

Epifani rompe: "La trattativa è finita, ma restiamo al tavolo". E la presidente di Confindustria replica: "Avanti anche senza di loro. Non è possibile legare il salario all'inflazione". Bonanni (Cisl): "La Cgil non è l'alfa e l'omega del sindacalismo"

Roma - Un no prima. Uno durante. E uno dopo. La Cgil ha ribadito ancora oggi la sua contrarietà al documento di Confindustria di riforma del modello contrattuale e gli industriali, che stamani hanno invece incassato il sostanziale via libera di Cisl e Uil, valutano la possibilità di un accordo separato per superare le norme del 1993. Un nuovo incontro tra industriali e sindacati è previsto per il 10 ottobre.

La replica di Epifani La Cgil conferma anche oggi il giudizio negativo già espresso ieri sulla proposta di riforma del contratto avanzata da Confindustria. "Anche in ragione delle cose ancora verificate questa mattina, questa fase di trattativa si può considerare esaurita dopo di che non ci alzeremo dal tavolo, ma la trattativa è finita e con il giudizio che abbiamo confermato oggi". Così il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, al termine dell’incontro in Confindustria.

La Marcegaglia: "Avanti senza di loro" "Confindustria valuta l’ipotesi di una firma senza la Cgil" ha detto il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia al termine dell’incontro con i sindacati sulla riforma del modello contrattuale. "Non ci faremo porre veti da nessuno". Epifani, spiegando che le obiezioni della Cgil sono basate su "dati di merito", ha contestato in particolare l’indice di inflazione previsionale depurato dall’energia che, secondo Confindustria, dovrà essere la base per i rinnovi contrattuali. Secondo la Marcegaglia tale obiezione è "inaccettabile, ci porta fuori dall’Europa perché la Cgil chiede il ritorno alla scala mobile con una totale indicizzazione del salario all’inflazione".

Gli altri sindacati d'accordo Diametralmente opposta alla valutazione di Epifani quella di Cisl e Uil che parlano di aperture da parte di Confindustria e sono pronte a siglare l’accordo il prossimo 10 ottobre. "E’ andata positivamente, è stato un incontro proficuo. Confindustria ha modificato molte parti del documento, cosa che ci consente di poter dire che nell’incontro fissato per venerdì si potrà stilare il documento conclusivo" ha commentato il segretario generale della Uil Luigi Angeletti. Il numero uno della Cisl Raffaele Bonanni si è mostrato molto critico nei confronti di Epifani affermando che la Cgil "non è l’alfa e l’omega del sindacalismo italiano" e ha affermato che dopo l’incontro di oggi "la situazione è assai vicina a quella che abbiamo cercato. Siamo vicini a una verifica definitiva di ciò che abbiamo chiesto".

Se far west... "Qualcuno ha interesse a mantenere il far west, se è così ci adegueremo". Durissima la replica del vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei, alla presa di posizione della Cgil sulla trattativa per il rinnovo del modello contrattuale. Entrando nella sede di Confindustria di via Veneto, Bombassei ha espresso "stupore e un po' di seccatura" per le dichiarazioni di Epifani che ieri ha definito "esaurito" il negoziato con gli imprenditori. "Abbiamo apprezzato la chiaroveggenza della Cgil che con largo anticipo, non sapendo le risposte di oggi, ha già dato un giudizio negativo - ha sottolineato Bombassei -. C’è stupore e un po' di seccatura perché se si è dato un giudizio prima di ricevere delle risposte significa che non c’è nessuna volontà di fare un accordo".

"Nessuna speranza" Il vicepresidente di Confindustria ha ribadito che il documento presentato dagli industriali "era soggetto a discussioni e a cambiamenti" e che la settimana scorsa sono state fatte osservazioni "in parte recepite". "Oggi era il giorno delle risposte - ha continuato - e la Cgil ieri in anticipo ha detto no. Credo siano stati molto bravi perché hanno ascoltato la nostra richiesta di chiudere entro il 30 settembre. Loro - ha puntualizzato - hanno chiuso". Bombassei non ha quindi accolto la richiesta di allargare il tavolo: "Doverlo fare adesso è pretestuoso perché allargarlo su un documento non condiviso sarebbe una perdita di tempo". Ritornando quindi alla presa di posizione del direttivo della Cgil Bombassei ha concluso: "Personalmente sono seccato, lo trovo un atto scortese. Se questa è la conclusione non abbiamo alcuna speranza di ammodernare il Paese".