Contratti, Marcegaglia: "Nessuno ci imporrà il veto sulla riforma"

Il presidente di Confindustria avverte la Cgil: "Non vogliamo condizionamenti", poi incontra Veltroni. E ribadisce: "No alla scala mobile". Epifani sull'accordo separato: "Gli industriali decidano secondo la loro coscienza"

Roma - Confindustria non si farà "imporre veti" sulla necessità di giungere a un nuovo modello contrattuale. Lo ha detto Emma Marcegaglia a proposito dell’abbandono del tavolo da parte della Cgil. La presidente ribadisce di considerare "non accettabile" la proposta della Cgil, "un meccanismo che è la scala mobile". Per quanto riguarda la possibilità di un accordo separato la Marcegaglia ha risposto: "Non dico che ci arriveremo; però stiamo valutando la situazione, anche se andare in questa direzione. Certo, non ci faremo imporre veti facendo finta che non c’è un problema di modernizzazione delle relazioni industriali: con noi sono anche Cisl e Uil".

Incontro con Veltroni Lo stato della trattativa sulla riforma del modello contrattuale è stato al centro di un incontro di un'ora tra la presidente di Confindustria e il leader del Pd, Walter Veltroni. La Marcegaglia, accompagnata da Alberto Bombassei e Maurizio Beretta, ha riferito di avere incontrato Veltroni, Pierluigi Bersani, Enrico Letta e Dario Franceschini: "Abbiamo spiegato - ha riferito la leader degli industriali - in modo chiaro le nostre posizioni, e che la nostra proposta non significa una riduzione del salario, ma anzi un aumento legato alla produttività. Abbiamo anche sottolineato l’apertura del nostro documento. Quello che non possiamo accettare - ha concluso - è un meccanismo come quello proposto dalla Cgil che è la scala mobile". Veltroni incontrerà lunedì sera i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil.

Epifani: "Decidano secondo coscienza" "Decida secondo la propria coscienza". Così il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani parla della possibilità della firma di un accordo separato sulla riforma dei contratti. "Non mi permetto di dare consigli a nessuno, ma il presidente di Confindustria deve riflettere bene perché ogni scelta ha delle conseguenze". "Non so che succederà - continua il leader Cgil -. Il potere di fare un accordo separato ce l’ha sempre l’azienda e quindi tocca a Confindustria decidere: quello che può succedere lo dirò solo il giorno dopo, ma sin da ora è certo che se ci fosse una firma separata non si semplificherebbe la vita né per l’azienda né per i lavoratori". Quindi Epifani spiega il senso della decisione di interrompere la trattativa senza alzarsi dal tavolo: "Quando le cose sono rigorose e trasparenti non ci alziamo dal tavolo. Abbiamo detto però che la trattativa è esaurita perché sulle proposte non ci siamo proprio". Insomma, ha continuato il leader della Cgil "fino alla fine resteremo a svolgere la nostra funzione anche per rispetto degli interlocutori e dei colleghi di Cisl e Uil".