Contratto di Donadoni, Abete frena

Il presidente della Federcalcio: fiducia nel ct della nazionale ma nessuna fretta. Polemica con Guido Rossi: giudizio astioso

Modena - Fiducia in Roberto Donadoni e il suo lavoro, ma per i rinnovo del contratto non c'é al momento alcuna fretta. Lo ha detto il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete poco prima di Italia-Faroer. "Il nostro obiettivo - ha detto - è fare un lungo tratto di strada insieme. Prima degli Europei chiariremo la situazione". Ma un eventuale prolungamento del contratto del ct oltre il 30 giugno 2008 sarà legato ai risultati dell'Europeo? "I risultati - ha risposto Abete - sono importanti, ma c'é anche la qualità di gioco, il gruppo, le motivazioni dei risultati. Non c'é un automatismo suo risultati". Abete ha poi ricordato che in passato solo Dino Zoff ebbe un contratto quadriennale, poi interrotto per le dimissioni del ct dopo la finale dell'Europeo del 2000. Per il resto l'abitudine della Federcalcio è quella di legare i commissari tecnici con un accordo biennale a obiettivo.

"Da Guido Rossi giudizio astioso" "Quello del professor Guido Rossi, con tutto il rispetto per il professore, mi è parso un giudizio astioso, non ne capisco le motivazioni". Così Abete ha replicato all'ex commissario Figc che lunedì in una intervista aveva criticato il mondo del calcio, e tra l'altro anche la Federazione per essere stato sul punto di scaricare il Ct Donadoni. "E' una sua valutazione - ha replicato Abete - per me la federazione non ha dato l'immagine di lontananza dal Ct. Mi spiacciono le sue parole, è una valutazione aprioristica. Io ho collaborato con lealtà al commissario Guido Rossi, quando il presidente del Coni Gianni Petrucci gli consigliò il mio nome come capo delegazione azzurro. Un dirigente può sempre commettere degli errori, e in 20 anni di servizio gratuito al calcio può darsi che io ne abbia commessi più di quelli di Guido Rossi in 4 mesi di Federazione".

"Euro-soreggio, ci va bene così" Nessuna lamentela per le fasce di merito del sorteggio 2008, anzi alla Federcalcio va bene essere non testa di serie, ma nel secondo gruppo. Abete, commentando le polemiche di questi giorni e anche la dichiarazione di Platinì, secondo il quale solo Italia e Francia si lamenterebbero della divisione in fasce. "Ma noi non ci siamo mai lamentati - ha fatto notare - conoscevamo le regole da prima, e in fondo essere in seconda fascia, in un sorteggio in cui in prima ci sono Austria, Svizzera e Grecia, ci va anche meglio". Nel pomeriggio, Abete aveva incontrato il presidente del Cesena Lugaresi e altri dirigenti di B per discutere della protesta della serie cadetta. Sul rischio di una serrata, Abete si è detto "fiducioso che la situazione si risolva".