Il contratto rispettato dal premier

Gentile Direttore,
sabato 11 febbraio Il Giornale ha pubblicato due articoli sul mio ultimo libro «Tempo scaduto. Il contratto con gli italiani alla prova dei fatti». Poiché il libro è molto severo sia con la destra sia con la sinistra non mi stupisce che venga presentato in modo unilaterale e tendenzioso da entrambe le parti politiche. Peccato perché i lettori di ogni parte politica avrebbero diritto a un’informazione onesta (questa, almeno, è la mia ingenua credenza). Quel che però non è ammissibile è che mi si attribuiscano fra virgolette frasi che non solo nel mio libro non ci sono ma che affermano l’esatto contrario di ciò che vi ho scritto. Ne cito una sola: «I dati dimostrano che sono stati centrati 4 obiettivi su 5». Sul punto il mio pensiero è invece quello contenuto nelle frasi seguenti, poste a conclusione del libro (pp.108-9): «Almeno due promesse non potranno essere mantenute, e ancora più probabilmente le promesse non mantenute alla fine saranno tre o quattro (...). Se almeno in questo vorrà rispettare il contratto, Berlusconi non può più ripresentare la propria candidatura alle elezioni politiche del 2006». Cordiali saluti.
Luca Ricolfi

Gentile professor Ricolfi nel suo interessante e apprezzato saggio si legge: «Se oggi il Pil fosse a livello 106 anzichè 103 anche la promessa occupazionale e la promessa fiscale risulterebbero onorate più o meno al 100%. Dunque plausibilmente Berlusconi potrebbe affermare di aver mantenuto 4 promesse su 5, ossia eccetto quello sulla riduzione dei reati». Ed è esattamente ciò che noi abbiamo riportato nel nostro articolo: quindi nessuna falsificazione. Non solo: come ricorderà, lei stesso ha calcolato che per 4 dei 5 temi principali del contratto con gli italiani (tasse, reati, pensioni minime, posti di lavoro e grandi opere) il governo ha ottenuto risultati superiori al 55% rispetto a quanto promesso, La frase «I dati dimostrano che sono stati centrati 4 punti su 5» contenuta nel sommario che accompagna il titolo dell’articolo non ci sembra dunque stravolga il suo pensiero. Sempre ammesso, naturalmente, che Lei nel frattempo non abbia cambiato idea.