Contro gli astenuti

Di tante persone che conosco seguita a stupirmi la loro inconsapevolezza di ciò che politicamente sono e pensano, il loro essere di destra o di sinistra senza che neppure lo sappiano. Eppure la loro storia, le loro idee, le loro scelte e il loro spirito sono elementi di un quadro che pare evidente e che tuttavia non sanno o non vogliono incorniciare; qualcuno ha il cuore a sinistra e il portafoglio a destra, altri hanno il cuore a sinistra perché hanno il portafoglio vuoto, altri hanno il portafoglio a destra perché hanno vuoto il cuore, mentre coloro che hanno il cuore e il portafoglio da una parte sola sono una minoranza che nella mia esperienza annovera di volta in volta i migliori oppure i peggiori, senza mediazioni. Ma tanti e troppi altri restano sospesi nel limbo di un’indifferenza che la nostra democrazia concede loro, una democrazia sprecata che pare proporzionata al benessere, come se questa stessa democrazia non avesse avuto un suo prezzo, come se non fosse l’esito orgoglioso di duemila anni di civiltà; costoro restano da parte come se non fossero comunque parte di un tutto, come se non ci fosse relazione tra il loro interesse particolare e l'interesse generale. Osservano o sprezzano le elezioni come se le medesime fossero una finale di Champions League, qualcosa che nelle loro vite non lascerà strascichi. E sbagliano. Pensano che, comunque vada, non cambierà. E invece, comunque vada, cambierà.