Contro il caldo tutti in miniera, tra Lanzada e il buco del Piombo

Fa caldo vero? E allora tutti giù sotto terra. Per un po' di refrigerio si può optare per un fine settimana underground. Ricche di percorsi, buchi spelonche e anfratti, le viscere di Lombardia sono un enorme groviera tutto da esplorare. In molti casi occorre essere speleologi provetti. Ma per altri percorsi un pizzico di audacia e una pila frontale possono bastare. Partendo da Nord il viaggio al centro della terra può prendere le mosse dalla Valmalenco: a Lanzada già sul finire dell'Ottocento si sapeva che il sottoterra conteneva amianto e talco. Niente pietra ollare o serpentino, qui "l'oro" era davvero bianco e il giacimento fu spremuto dagli anni Trenta fino al 1987. Oggi la visita alla ex miniera - sabato e domenica alle 9.30 e alle 14.30 - si snoda in un percorso adatto a tutti, comprende la visita al museo della Bagnada e dura circa tre ore (minieradellabagnada.it, prenotazioni al consorzio turistico della Valmalenco, 0342.451150, sondrioevalmalenco.it, biglietto 10 euro, ridotto 7).
Fra meno di un mese, dal 18 al 21 giugno, si svolgerà il festival I giorni della Pietra, dedicato all'altra star della zona, la preda malenca, il grigio serpentino dove artisti locali lasceranno il loro segno. Scendendo verso il Lario e risalendo in Valsassina, non fatevi per una volta tentare dal roccia dolomia delle Grigne e andate oltre, anzi sotto. Dai Pian dei Resinelli, quartier generale di tante escursioni verso le Grigne, partono anche dei sentieri che si inoltrano nelle fondamenta di queste cattedrali di roccia. Loro, le grotte, hanno nomi rassicuranti: Anna, Silvia e Cavallo, ma il percorso è mozzafiato (info Comunità montana Lario orientale 338.9609824, 0341.590249). Riaperte nel 2002, parlano dell'estrazione dei minerali di piombo e ferro che, fra queste crode, vanta una storia lunga di quattro secoli. La Valsassina infatti, come le valli bergamasche e bresciane, è stata una area mineraria importantissima per fornire armi attrezzi agricoli e utensili al duca di Milano e alla repubblica di Venezia. I minatori spesso dormivano nella miniera perché, specie in inverno, la temperatura costante di 7/10 gradi, all'interno fra i cunicoli, era più mite che all'esterno. Oggi le visite guidate raccontano anche di questo e della vita di tutti i giorni ai tempi dell'epopea mineraria di queste lande.
Sempre in montagna, all'interno del triangolo lariano, la grotta più famosa e suggestiva ha un nome simpatico: Il buco del piombo. A Erba lo conoscono tutti perché ci si arriva con una delle passeggiate più amate, quella che conduce all'alpe del Vicerè. Poco sotto l'alpe, duecento scalini conducono alla caverna, una cavità carsica profonda 400 metri e in buona parte ancora inesplorata. L'ingresso sembra volutamente monumentale con un antro alto oltre 40 metri, poi però occorrono fiato e buoni muscoli per piegarsi e sgusciare fra i suoi cunicoli, museobucodelpiombo.it,info e visite 031.629599, 338.3053323, ingresso 6 euro.