Contro la crisi la ricetta è aumentare l’export

La crisi incalza. Il Piemonte risponde aumentando l'export, principale cardine strategico su cui ruota il sistema manifatturiero della regione. La crescita delle esportazioni ha interessato tutti i principali comparti. Il settore dei mezzi di trasporto, che genera poco meno di un quarto dell'export complessivo, ha realizzato l'incremento più contenuto (+2,7%), frutto delle dinamiche contrapposte dei componenti autoveicolari (+11,1%) e degli autoveicoli (-10,9%). I macchinari e apparecchi, secondo comparto in ordine di importanza per l'export regionale, concretizzano un aumento delle vendite all'estero pari al 15,3%. Il settore dei metalli e prodotti in metallo continua a registrare la performance migliore (+25,8%), seguito dai prodotti tessili e dell'abbigliamento (+18,5%). Meno sostenuta, infine, la crescita dell'export di prodotti alimentari e bevande (+11,0%), settore che ha risentito meno della crisi internazionale. Nei primi 6 mesi del 2011, il valore delle esportazioni piemontesi ha raggiunto i 19,2 miliardi di euro ( + 14,7% sul 2010). Il quadro che emerge, però, da due recenti indagini di Unioncamere e Confindustria, riflette il clima di preoccupazione in cui operano le imprese piemontesi nel mezzo di una crisi finanziaria senza precedenti, soprattutto per l'area euro. I risultati ancora positivi, registrati dall'indagine di Unioncamere Piemonte sono la riprova che il tessuto produttivo piemontese sta reagendo alla crisi ricercando nuovi sbocchi di mercato. Il rallentamento delle performance rilevato dall'indagine camerale e il peggioramento delle aspettative, messo in luce dalle previsioni di Confindustria Piemonte, inducono cautela.
«In questi giorni di profonda turbolenza finanziaria, tornare a parlare di economia reale e di produzione, rappresenta una boccata d'ossigeno - dice Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere Piemonte -. Infatti, a fronte di indubbie difficoltà finanziarie dei debiti sovrani e di volatilità speculative dei valori mobiliari, la produzione industriale appare in leggera crescita rappresentando pertanto un elemento concreto di stabilità economica. L'economia reale, quella produttiva, potrebbe essere il punto di partenza, per innescare un nuovo cammino di progresso economico locale, fondato su innovazione, internazionalizzazione, know how delle risorse umane e sostenibilità. Valori di competitività sostanziali per affrontare la crisi. Mai come adesso occorre rimboccarsi le maniche, e in Piemonte sappiamo come farlo».
Secondo lo studio di Unioncamere, prosegue anche nel terzo trimestre del 2011, il cammino di ripresa, dalla profonda crisi internazionale del biennio 2008-2009. Per il settimo trimestre consecutivo, infatti, la produzione industriale piemontese risulta in crescita e anche i fatturati, con un incremento tendenziale medio del 5,8%, sostenuto da un'espansione del 9,6% di quello estero.