«Contro la crisi settanta miliardi»

Il 2009 sarà un anno «molto difficile», ma «il peggio» è stato evitato e «la Russia supererà la crisi, conservando il suo posto tra le grandi economie del mondo»: parola del premier russo Vladimir Putin, intervenuto per la prima volta in Parlamento per rendere conto del suo piano contro una crisi che ha raffreddato il boom del Paese dopo otto anni di crescita.
Per combatterla, ha annunciato, la Russia spenderà quest’anno complessivamente 3.000 miliardi di rubli (circa 70 miliardi di euro). «Siamo riusciti ad evitare gli scenari peggiori. I colpi portati dalla crisi sono stati attenuati, per quanto possibile», a partire dal settore bancario, ha sostenuto. «Il rischio di affondamento del sistema bancario russo è diminuito, ma era reale e molto vicino a prodursi», ha aggiunto.
Putin ha suggerito che con la stabilizzazione del rublo sarà possibile nei prossimi mesi tentare una riduzione dei tassi d’interesse della banca centrale russa, rendendo così più facile la concessione dei crediti alle aziende. Il premier ha accontentato anche gli investitori dicendosi contrario ad un congelamento delle tariffe elettriche, del gas e delle ferrovie. Solo il leader comunista Ghennady Ziuganov ha parlato contro la «politica monetarista» del governo.
La Russia è stata letteralmente scossa dalla crisi: oltre un milione di disoccupati dall’inizio di dicembre, un’economia ormai in recessione, un rublo che ha perso un terzo del suo valore contro il dollaro, un sistema bancario ancora fragile.