Contro il dogma laicista la sfida della verità

Oggi si apre a Rimini il tradizionale Meeting di Comunione e Liberazione. Il titolo dell’edizione di quest’anno è forse tra i più semplici tra tutti quelli che, in questi oltre venticinque anni di kermesse ciellina, si possano ricordare: «La verità è il destino per il quale siamo stati fatti». Un ancor più semplice «siamo fatti per la verità» era troppo facile da usare per destare sufficiente stupore.
Ma lo stupore vero che ogni anno ci prende di fronte al Meeting di Rimini è che il suo linguaggio, talvolta un po’ difficile, nasce da un’esperienza umana di rara bellezza e umanità. E questo riconoscimento proviene ormai, da tempo, anche da ambienti che sono assai distanti dalle posizioni dei «figli» di don Giussani. Ma la verità non ha partito.
E proprio della «Verità» si parlerà al Meeting e già questo rappresenta una sfida. In una società, infatti, in cui relativismo e soggettivismo sono diventati una sorta di dogma, il solo fatto di parlare di verità viene considerato pericoloso. Oggi riuscire a parlare di verità è un vero e proprio atto rivoluzionario. Siamo così abituati dal conformismo dilagante a tristi affermazioni del tipo «la verità non esiste» per cui «ciascuno fa quel che gli pare e piace», che si finisce per dubitare anche della bontà stessa della vita, dei rapporti e degli impegni definitivi che ne costituiscono la trama più bella. Chi desidera parlare di verità è considerato autoritario; quel che conta sono i gusti e chi proclama certezze è reo di lesa maestà. E così l’antidogma laicista è diventato l’irragionevole nuovo dogma moderno e i giovani ne sono le vittime più esposte.
Per questo motivo cresce una domanda di educazione vera. Ma l’educazione senza verità non è tale. Essa, al massimo, si riduce alla trasmissione di abilità o competenze mentre, nel frattempo, il sano desiderio di felicità delle giovani generazioni viene eluso dalla continua offerta di generi di consumo e di effimere gratificazioni, provenienti dall’illusorio mondo dell’immaginario collettivo, alimentato dall’industria della moda, del gossip e dello spettacolo.
Ma i giovani hanno sete e fame di verità autentica. Sono spesso gli adulti, invece, a risultare incapaci di un vero compito educativo, con una quasi totale assenza di proposte, di ideali, di slanci, di passioni, di sogni, di progetti e di ogni sorta di compito e di lavoro buono, a cui il cuore dei giovani sarebbe ancora pronto ad infiammarsi, se contagiato da un esempio.
Per svolgere questo decisivo compito di educazione alla verità serve però autorevolezza. Le istituzioni, invece, hanno oramai perso ogni fascino e richiamo di autorevolezza vera. Rimane soltanto qualche rigurgito formale di autoritarismo o, peggio, di connivente lassismo.
Più che mai quindi, oggi, è necessaria la presenza di piccole o grandi comunità che rappresentino per i giovani e per le famiglie una compagnia sana che, amichevolmente, li incontri e li prenda per mano, mostrando loro il fascino di una bellezza antica e sempre nuova, quella della verità e della ragione, che, unica, li saprà far tornare ad essere protagonisti del nostro e loro futuro. Un grazie di cuore al Meeting di Cl per essere in grado, ogni anno, di rappresentare questa opportunità.
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