Contro il dolore servono i versi di Trucillo

Il poeta pare uno di quei monaci folli che dormono nei romanzi russi, uno che sbreccia il cemento dei balconi graffiando parole di grazia e di ringraziamento. È una specie di breviario lirico l'ultimo libro di Antonio Trucillo, dove la poesia «è giusta» perché «puoi farla a memoria (...) impedendo che la vita ferisca», dove i fari di un camion sembrano «le ombre dei morti», «piccole e vane quando si sforzano/ di risalire». Poeta devoto, delicato, sorprendente, disseminato oltre i crismi della grande editoria, Trucillo ci ripara dalla «codardia dell'abbandono» con versi che cauterizzano il dolore.

Davide Brullo