«Contro le grandi i piccoli della Sampdoria»

Emmanuele Gerboni

Mezzogiorno di fuoco, sono fulmini e saette. E' un tackle dopo l'altro, Riccardo Garrone ci va giù pesante sui diritti televisivi. Non ci sta, si arrabbia, attacca, vuole giustizia. Basta, lo urla forte. Si deve tornare all'accordo collettivo, le briciole lasciate da Juve, Milan e Inter non riempiono la pancia, c’è più fame di prima.
Quella del presidente blucerchiato è una picconata fortissima, non pensava di essere costretto a questa dichiarazione di guerra. Perchè quando acquistò la Samp («investendo 100 milioni di euro»), credeva che il vento potesse cambiare: «Invece non è successo nulla, c'è ancora questa distribuzione ingiusta. Se non ci sarà una soluzione, si arriverà alle estreme conseguenze. I casi sono due: non giocare con le tre grandi e le due romane, anche se speriamo che Roma e Lazio si aggreghino a noi. Oppure potremmo mandare in campo gli Allievi Nazionali. Anche Della Valle ha minacciato di fermare il campionato, mentre ho parlato in mattinata con Zamparini: pure lui è d'accordo con queste iniziative».
Juve, Milan e Inter: le mirino ci finiscono le tre grandi. Probabilmente siamo già oltre il punto di non ritorno, e' una proposta shock. Si sta già lavorando in questa direzione, è un’ipotesi che si vuole concretizzare in tempi brevi: «Mercoledì inizia il girone di ritorno, quindi bisogna fare in fretta. Per quanto riguarda la prima soluzione, la più drastica, ovvero quella di non giocare, basterebbe che anche tutte le altre squadre decidessero di non scendere in campo, forse potrebbero esserne sufficienti dieci e tantissime sono già d’accordo. In questo caso non ci sarebbero gravi ripercussioni, visto che le conseguenze sarebbero uguali per tutte. Bisogna avere coraggio e determinazione, dobbiamo difendere la nostra dignità, portare rispetto alle tifoserie che ci seguono e dimenticare le relazioni commerciali con le grandi», continua Garrone. Che apre ma non troppo la porta ad una possibile mediazione. Massima disponibilità se le tre grandi decidessero di aprire un dialogo, ma sarebbe fondamentale una condizione: «E' fondamentale parlarne subito, non si può rinviare a fine campionato: c'è l'esigenza di pianificare, di fissare un budget. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni ma faccio un appello ai presidenti delle società medio-piccole che partecipino anche loro. C'era grande attesa per la decisione del Parlamento sui diritti collettivi ma non succederà nulla visto il veto di Forza Italia che considero un grande autogol, dal momento che siamo vicini alle elezioni». «Strumentalizzazione politica», risponde l’onorevole di Forza Italia Alberto Gagliardi: «I problemi del calcio nascono da una legge del governo di centrosinistra in vigore dal ’99. Poi non è la conferenza dei capigruppo che può legiferare e a pochi giorni dallo scioglimento delle Camere è impossibile portare in aula provvedimenti che non siano stati approvati in Commissione».
In ogni caso la società blucerchiata potrebbe anche perdere la battaglia: «E come Samp saremmo costretti - continua Garrone - ad una forte riduzione dei costi, l’ho già detto a Marotta. Anche lui è d’accordo, saremo costretti a cedere i giocatori più validi. Quindi, si punterebbe, in particolare, sui giovani per allestire la squadra, Novellino ha già dato l’ok. Se dovesse succedere questo mi dispiacerebbe tantissimo per la città, per la storia della società e soprattutto per la nostra tifoseria a cui sarò sempre grato».
Garrone schiaccia ancora il piede sull’acceleratore, la linea del traguardo è lontana. Le sue parole lasciano soprattutto un dubbio, ma tutto questo potrebbe anche significare un disimpegno dalla società? Non arriva una risposta precisa, il presidente blucerchiato dribbla il quesito: «Certo, potremo fare buone cose anche con una formazione di giovani, si potrebbe dare anche il buon esempio». C’è il cambio nella sala stampa di Bogliasco. Esce Garrone, entra Novellino. Va in scena un bel siparietto. Perché il presidente blucerchiato aveva detto a Zamparini, un paio d’ore prima, che il tecnico non si tocca. «E chi si muove da qui, presidente? Non me ne vado di sicuro». Garrone sorride e rilancia: «Mi raccomando per domani (oggi, ndr)». Ebbene si, stasera (fischio d’inizio alle 18) si gioca a Lecce ma l’attenzione è tutta per le parole del presidente blucerchiato.
E Monzon che dice? «Sui giovani sono pienamente d’accordo, ci credo fortemente. Magari, con l’aggiunta di qualche giocatore esperto. Le proposte del presidente? Ha ragione, non sono soltanto le grandi a fare sacrifici. Bisogna essere preoccupati per quello che sta succedendo: gli stadi sono vuoti, esistono problemi per i diritti televisivi, ma come si fa a pensare che un presidente possa investire?». Bella domanda.