Contro la guerra armati di poesia e di umanità

Al Palladium la rassegna di danza, cinema e teatro del continente nero

«Noi facciamo la guerra cantando e ballando. È così che comunichiamo, soffriamo e vinciamo. Così che contribuiamo a migliorare il mondo. Ognuno partecipa a suo modo. Il nostro è essere artisti». Per la cantante Tasha Rodigrues, originaria dell’Angola, la cultura è la prima «arma» di una pace sostenibile. È per questo che si dice felice di dare voce e ritmo al dialogo tra culture, prendendo parte alla settima edizione del festival «Festa d’Africa», che sarà al teatro Palladium, dal 16 al 21 settembre. Promosso e organizzato dal Centro ricerche teatrali scenaMadre diretto da Daniela Giordano, il festival sarà dedicato alla creatività al femminile, per riflettere sulla discriminazione di cui spesso le donne sono vittima, ma anche sulla loro energia. «Il 2008 - dice Daniela Giordano - sarà ricordato per la risoluzione Onu che riconosce lo stupro crimine di guerra e ribadisce l’importanza di donne e bimbi come fondamenta di una pace duratura». Proprio alla risoluzione è ispirata la messa in scena Attivamente coinvolte della stessa Giordano, che, martedì 16 aprirà il festival. A seguire, la proiezione, con sottotitoli, de La nuit de la verité di Fanta Régina Nacro, regista del Burkina Faso, che qui usa gli schemi «classici» del dramma per discutere di rivalità etniche. Mercoledì, si terrà il convegno «Mai più senza i miei figli - l’immigrazione femminile in Europa», condotto da Ilda Bartoloni, cui prenderanno parte, tra le altre, Emma Bonino, Margherita Boniver, Isabella Rauti, Giuliana Sgrena e Fadela Amara. Al termine, saranno proiettati Bintou, film sulle pari opportunità, e Femme capables, sulle donne Burkinabè. Giovedì salirà sul palco Tasha Rodrigues. Venerdì, la cantante Esha Tizafy, del Madagascar. Punto di forza del cartellone, l’evento di chiusura: la prima nazionale de Le sacre du tempo di Irene Tassembedo, spettacolo per cinque musicisti e sette danzatori, in scena sabato 20 e domenica 21. Durante il festival, il foyer del teatro ospiterà la mostra Moving earth di Clio Mandrelli, ispirata al movimento. Parte degli incassi della rassegna sarà destinata alla creazione di una sala per le arti nel campo di Tankoma in Burundi.