Contro l’emergenza medici arrivano 3.200 assunzioni

Boccata d’ossigeno in arrivo per gli ospedali di Milano e della Lombardia. Nei prossimi mesi saranno infatti assunti 3.233 nuovi dipendenti tra infermieri, medici e primari. Lo ha stabilito la Regione Lombardia con due delibere, appena approvate dalla giunta, che mettono a punto i piani di assunzione a tempo indeterminato per il 2011. Un elenco di un paio di pagine che i direttori sanitari aspettavano con trepidazione. Ecco, magari non tutte le loro richieste sono state accolte dal Pirellone, ma almeno nei reparti arriveranno rinforzi. Nonostante i tagli imposti dal governo.
In corsia sono attese 2.840 persone (di cui 816 dirigenti) per le aziende ospedaliere, le fondazioni Irccs di diritto pubblico e per Areu, il servizio regionale di emergenza urgenza. Alle Asl invece saranno assegnate 393 persone (di cui 125 dirigenti).
«Abbiamo garantito - spiega l’assessore lombardo alla Sanità Luciano Bresciani - la continuità delle cure, la formazione degli operatori e la qualità del servizio, tenuto conto del fabbisogno del territorio e dell’ottimizzazione delle risorse secondo criteri di appropriatezza, da cui deriva l’abbattimento dei costi impropri che non offrono alcun vantaggio di cura e diagnosi dei cittadini ma solo un aggravio economico per l’intera comunità».
In sostanza la nuova infornata di assunzioni vuole essere una prima risposta all’emergenza medici annunciata per i prossimi anni. Fin da subito si vuole tamponare l’emorragia di camici bianchi e dare una risposta al rischio che il turn over non venga rispettato. Si calcola infatti che nel 2015 negli ospedali mancheranno oltre 7.600 medici. Ecco, con le nuove assunzioni il pericolo si fa sempre più remoto. Se si riusciranno anche a cambiare i metodi per reclutare le nuove leve di specializzandi, allora non ci sarà più nessun sos medici.
Per ora i direttori generali sono soddisfatti. «È un segnale positivo di attenzione da parte della Regione - commenta Pasquale Cannatelli, alla guida del Niguarda -. Noi avevamo chiesto sette primari per sostituire quelli che vanno in pensione. Ce ne sono stati assegnati 5. Direi che la Regione ha mostrato sensibilità». Ai sindacati, che lo avevano accusato di aver preso una «posizione tiepida», Cannatelli risponde: «Non direi proprio, tant’è vero che abbiamo raggiunto un bel risultato senza dover alzare i toni». Sospiro di sollievo anche all’ospedale San Carlo che nei prossimi mesi, con i lavori per il nuovo Policlinico, dovrà accogliere una molte superiore di pazienti e di emergenze. «Certo, non ci troveremo in una situazione d’oro - spiega il direttore generale Antonio Mobilia - ma almeno riusciremo a coprire meglio turni e servizi». Il direttore annuncia che non intende perdere tempo e, non appena i documenti ufficiali arriveranno sulla sua scrivania, provvederà a pubblicare l’avviso del bando di concorso per l’assunzione di 29 medici. «Questa mossa - spiega - ci permetterà di prendere un medico da subito. Medico che parteciperà al concorso e che nei prossimi mesi ci aiuterà a tamponare l’emergenza estate».
La situazione dovrebbe migliorare anche al Cà Granda che nei giorni scorsi aveva lamentato la mancanza di personale e denunciato i doppi turni estenuanti dei medici: sono attesi 45 medici, sette primari e 148 infermieri. «Se la decisione fosse confermata - si legge in una nota dell’ospedale - vorrebbe dire che la Regione ha risposto in termini corrispondenti a quanto da noi richiesto e non potremmo che esserne lieti».