Contro l’Enel ecologisti in rivolta

Istituzioni e associazioni in piazza contro la proposta di convertire a carbone due centrali molto vicine tra loro

Regione, amministratori locali e ambientalisti in campo contro la proposta dell’Enel di riconvertire a carbone la centrale di Montalto di Castro. Legambiente ha organizzato, ieri mattina una manifestazione di fronte ai cancelli della centrale, tra striscioni e maschere antigas calate sul viso. Accanto alle associazioni (Lipu, verdi, associazione subacquei Paguro, Medici no coke), erano presenti anche i rappresentanti delle istituzioni: gli assessori regionali all’Ambiente, Angelo Bonelli, e agli Affari istituzionali, Regino Brachetti, l’assessore alle Politiche energetiche della provincia di Viterbo, Angelo Corsetti oltre a delegati e consiglieri comunali di Tarquinia e Canino. Tutti per dire no al carbone. Ma non solo a Montalto: l’Enel ha in programma di riconvertire un’altra centrale, quella di Torre Valdaliga nord a Civitavecchia. «Se il progetto di riconversione andasse in porto - ha dichiarato l’assessore Bonelli - nell’Alto Lazio si realizzerebbe il polo più grande d’Europa di energia dal carbone, con emissioni di anidride carbonica altissime». Per scongiurare la presenza di due impianti a carbone a distanza di 20 chilometri, Bonelli è pronto a presentare un esposto all’Unione Europea per violazione del Trattato di Kyoto, che prevede appunto la riduzione delle emissione di anidride carbonica. «Stiamo ultimando l’analisi di verifica sulla perizia tecnica effettuata dal tribunale di Civitavecchia - ha proseguito Bonelli, parlando della centrale di Torre Valdaliga - e sulla valutazione d’impatto ambientale rilasciata dal ministero dell’Ambiente e anche lo stato d’attuazione delle prescrizioni ambientali adottate dall’Enel a Civitavecchia. Nei prossimi giorni avvieremo forti contestazioni per vie legali e istituzionali». Bonelli ha concluso: «L’Enel non pensi di potersi sedere ad un tavolo di concertazione con la proposta di due centrali. Non ci sarà nessun accordo». Dal canto suo Corsetti ha spiegato: «Siamo qui per ribadire il nostro “no” al carbone, in un territorio a prevalente vocazione agricola e turistico-archeologica». Tra l’altro, secondo la valutazione d’impatto ambientale del Ministero dell’Ambiente, le zone entro 30 chilometri dalle centrali dovranno rinunciare a convertire l’attività agricola in floricoltura. Martedì in Regione sarà decisa la data del tavolo di concertazione con l’Enel. E l’assessore Brachetti lancia la sfida: «L’Enel parla di 500 posti di lavoro in più col carbone? Bene, faremo crescere l’agricoltura in modo da offrire 1.000 posti».