Contro l’immobilismo del governo la soluzione è la Grande coalizione

Silvio Berlusconi, dopo le elezioni di aprile, aveva indicato che si formasse un governo di «grande coalizione» come in Germania. I risultati, nei due Paesi, erano stati analoghi: un pareggio tra le due coalizioni che si erano affrontate alle elezioni. Il governo di sinistra-centro, assemblato dopo le elezioni da Romano Prodi, sta sempre più confermando la correttezza della proposta di Berlusconi.
Prodi non può governare perché ha imbarcato nel suo governo e nella sua Unione tutti gli uomini che avrebbero potuto creargli dei grattacapi, e sono tantissimi tra ministri, viceministri e sottosegretari. È tutto fermo: viene proposta una cosa, poi la si modifica o la si accantona e «indietro così».
E gli italiani non hanno avuto finora alcun messaggio diretto e «a viva voce» dal presidente del Consiglio, non c’è stata alcuna conferenza stampa in cui si ponesse a tu per tu con i giornalisti in un libero dibattito. Non può durare. Prodi cadrà presto. Ed allora arriverà la «Grosse Koalition»?