Contro l’infarto 18 anni a piedi lungo la Cassia

L’uomo è una celebrità nel quadrante nord Ogni mattina in marcia: ha già percorso 70mila km

Settantamila chilometri per esorcizzare il ritorno della malattia, oltre una volta e mezza il giro del pianeta per diventare, tra i cittadini dei quartieri nord della Capitale, una celebrità. Cesare Bottoni, 55 anni, ristoratore, è il Forrest Gump della Cassia. Da 18 anni ogni mattina all’alba si alza e cammina lungo la consolare. Fino a quindici chilometri ogni giorno, da La Storta, dove abita, a via della Giustiniana, passando per la Castelluccia e la Trionfale, andata e ritorno. «Ho camminato tutti i giorni - racconta - dall’autunno 1988. Aver fatto quasi due volte il giro dell’Equatore mi sembra una cosa naturale e allo stesso tempo incredibile». Tom Hanks, nel film di Zemeckis, comincia a correre attraverso gli States dopo la morte della madre per superare il dolore, seguito da decine di giovani che vedono in lui una guida spirituale, un guru mistico. Cesare, invece, si è incamminato spinto dal timore di una malattia che gli ha fatto cambiare stile di vita. «Nell’agosto ’88 - ricorda - ho avuto un grave infarto. Il cardiologo mi disse che, oltre alle medicine, avrei assolutamente dovuto fare almeno 20 minuti di moto al giorno. I minuti sono diventati 90, i chilometri anche 15 al giorno», continua. «Oggi i medici dicono che potrei anche smettere perché sto bene, da 90 chili che pesavo sono passato a 78, ma camminare è diventata una necessità». Come Forrest Gump, anche lui ha emuli e seguaci. La sua camminata accompagna da due decenni i romani che vanno a lavorare percorrendo la Cassia. «L’ultimo “adepto” l’ho raccolto poco fa - continua - Mi ha avvicinato e ha voluto conoscermi, dicendo che per lui ero un mito, un esempio di costanza. Poi una mattina è arrivato abbigliato da jogging, mi si è messo dietro e ha cominciato a camminare insieme a me». Molti gli domandano perché lo fa, o gli chiedono il segreto di tanta perseveranza. E quando va a fare la spesa viene fermato da persone che «lo conoscono» da quasi 20 anni, e lo vedono camminare tutte le mattine. «Una volta persino un cardiologo che stava andando in pensione e voleva tenersi in esercizio voleva sapere il segreto della mia tenuta. Ma non c’è segreto: basta tenere duro per un po’, poi camminare diventa una necessità e il resto viene da solo». E va avanti a lungo. Forrest Gump mollò dopo appena tre anni. Cesare non intende farlo. «Camminerò sempre - spiega - finché ce la farò. D’altra parte, tra due anni sono venti esatti di camminate, e con altri 10mila chilometri potrò dire di aver fatto due volte il giro della Terra».