Contro l’Inter la Lazio per l’onore e l’Europa

Manca un punto alla certezza della Champions Ma Rossi teme la rabbia dei neocampioni d’Italia: «Non sono quelli visti mercoledì contro la Roma»

Lo sport regala intrecci senza fine e Inter-Lazio rappresenta uno di questi classici esempi. Tanti gli ex, in campo e fuori (da Stankovic a Mancini, da Mihajlovic a Peruzzi, che comunque stavolta non giocherà); il ricordo dello scudetto scucito agli interisti proprio dai laziali il 5 maggio 2002; l’altra squadra romana affrontata dai «morattiani» a cavallo della doppia sfida di coppa Italia con la Roma. Gli spunti per Inter-Lazio di oggi al Meazza vanno cercati qui, tra gli annali e i sentimenti. E anche Delio Rossi non appare immune dallo stress pre-gara: «Affronteremo i campioni d’Italia, una squadra che vorrà fare una partita volitiva dopo la sconfitta subita in coppa. Questa era una trasferta insidiosa anche prima del 6-2, già lo sapevamo». I biancocelesti cercano il punto che renderebbe certa la Champions League: «Non mi interessa quando lo conquisteremo - dice realista Rossi -, l’importante è prenderlo. Alla fine di una stagione importante come la nostra penso che anche chi ha giocato un minuto avrà il piacere di partecipare e stare insieme al gruppo. La nostra forza quest’anno è stata l’energia di chi ha giocato meno». Non c’è il rischio deconcentrazione? «Già il fatto di andare a San Siro deve costringerli a tenerla alta. Io da giocatore, ad esempio, non ci sono mai andato. E non credo che nell’Inter giocheranno le seconde linee, che poi chiamare seconde linee gente come Cruz, Burdisso e Recoba lascia sempre il tempo che trova». Di una cosa, comunque, il signor Rossi è convinto: «Quella vista contro la Roma non era la vera Inter. Non mi sembra che quella partita abbia rispecchiato i valori in campo, non è quello il divario tra le due squadre». E ancora: «Vincere è sempre difficile in ogni categoria, anche in Promozione, quindi ho un rispetto massimo nei confronti di chi vince, figurarsi per l’Inter. E aggiungo pure che delle presunte magagne ne parla solo chi non vince e vuole sminuire i risultati altrui». Giocherà Ballotta fra i pali, con Behrami e Zauri posizionati sulle corsie basse mentre al centro della difesa Siviglia e Cribari. Poi il consueto rombo di centrocampo: Ledesma davanti alla difesa, le fasce presidiate dal rientrante Mudingayi a destra e da Mutarelli a sinistra e Jimenez subito dietro le punte Pandev e Rocchi, con il veneziano prontamente ristabilito dopo che giovedì aveva subito una contusione alla caviglia destra.