Contro il leader di Lc un’inchiesta lunga 10 anni

Adriano Sofri, ideologo di Lc, finisce sotto processo per l’omicidio del commissario Calabresi. La vicenda prende origine dalla morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli, fermato il giorno della strage, perito misteriosamente alla questura di Milano. L’inchiesta esclude l’omicidio ma l’organizzazione Lotta Continua denuncia una messa in scena e accusa Calabresi. Cinque mesi più tardi (17 maggio 1972) il commissario viene freddato sotto casa. Con le tardive confessioni del pentito Leonardo Marino (1988) le indagini e i processi si concentrano su Sofri e sui dirigenti dell’organizzazione estremistica, Giorgio Pietrostefani e Ovidio Bompressi, poi condannati con sentenza definitiva a 22 anni ciascuno dopo un interminabile iter giudiziario iniziato il 2 maggio 1990. Il 18 marzo 1998 la corte d’Appello di Milano respinge la richiesta di revisione del processo dopo che la Cassazione aveva respinto a sua volta i ricorsi in seguito alla sentenza della terza corte d'assise d’appello che confermava la condanna per Sofri, Bompressi e Pietrostefani a 22 anni.