Contro Marrazzo la stilettata dei vertici Ds

Michela Giachetta

Altro che moltiplicazione dei pani e dei pesci. Ora, con la giunta Marrazzo, a moltiplicarsi sono gli incarichi politici e amministrativi. Ma questa, ormai, non è più una novità. La notizia, infatti, è che i conti della moltiplicazione paiono proprio non tornare se sul Lazio sono stati puntati addirittura i riflettori del Consiglio nazionale dei Ds. Ieri l’ordine del giorno del Consiglio riguardava l’aumento degli assessori e degli impiegati di alcune regioni governate dal Centrosinistra, in particolare Lazio, Campania e Calabria: nel documento, firmato da Fabio Mussi, Giorgio Napolitano e Cesare Salvi, alcuni dei principali esponenti della corrente interna al partito, si sottolinea che «la dimensione dei costi impropri della politica ha raggiunto dimensioni inaccettabili, tanto più che in un momento di crisi economica e di difficoltà per i conti pubblici e per i bilanci familiari rischia di configurarsi una nuova questione morale». Vaglielo a spiegare agli spettatori del Marrazzo giornalista, che il Marrazzo politico la questione morale pare essersela scordata e che a ricordargliela è il suo stesso partito.
«Ci vorrebbe almeno una puntata di Mi Manda Rai Tre per illustrare ai cittadini confusi cosa sta accadendo alla sinistra nel Lazio e nel Paese», ironizza Stefano De Lillo, vicecapogruppo di Forza Italia alla Regione. Quello della moltiplicazione degli incarichi politici e amministrativi è solo l’ennesimo «passo falso» che la nuova giunta ha compiuto, dopo l’aumento degli stipendi ai propri dipendenti e il ricorso a consulenti esterni quando se ne sarebbe benissimo potuto fare a meno, risparmiando qualche euro, usufruendo di quelli interni. «È il degno epitaffio all’operato di Marrazzo e del suo staff», commenta laconico Fabio Desideri, capogruppo della lista Storace in Consiglio regionali. In tempi di moltiplicazioni c’è chi riesce in poche parole a esprimere quelli che molti pensano. «Lo stato di crisi della giunta Marrazzo - continua Desideri - ha ormai preso forma. Il documento degli esponenti diessini sull’operato della nuova amministrazione di centro-sinistra è la riprova che i rilievi sollevati dalla lista Storace erano ben fondati». A tal punto fondati che oggi le difficoltà per Marrazzo sono ormai evidenti a tutti. «È ormai subissato di polemiche da ogni parte politica. Andare avanti così per cinque anni credo proprio che sia deleterio per la nostra Regione», dichiara Luciano Ciocchetti, capogruppo Udc.
E a tal punto fondati che ormai si può parlare di un «caso Lazio»: è quanto sostiene Roberta Angelilli, coordinatore regionale del Lazio di An e Capogruppo al Parlamento Europeo. Per la Angelilli, «se gli stessi Ds arrivano a richiamare l’attenzione dei vertici del partito sulle attività della Regione, è di tutta evidenza che l’astio con cui Marrazzo ha risposto ai rilievi dell’opposizione su questi temi è spiegabile soltanto come l’espressione tipica di disappunto che ha chi è stato sorpreso con le mani nel sacco». Un sacco molto colorato, pieno di auto blu, stipendi d’oro, telefonini grigi, rossi, gialli: «All’ex conduttore di Rai Tre il gusto non manca - dichiara Francesco Aracri, consigliere regionale di An -. Quando ha ordinato i cellulari ha specificato anche la tinta».
Il buon gusto di non sprecare denaro pubblico quello sì, gli manca. Parola (non solo) dello stesso centrosinistra.