«Contro di me i furbetti del centrosinistra»

Dalla Chiesa: «Curioso che a chiedermi di lasciare la guida della Margherita sia certa stampa e non gli iscritti». E critica Scalpelli

Onorevole Nando Dalla Chiesa, chi avrebbe lanciato «un’Opa sulla Margherita e sui Ds»? Chi sarebbe quel «qualcuno» che, secondo le note sul suo blog, «cerca di prendere il controllo dei Dl dall’esterno senza misurarsi mai all’interno del partito?».
«Nomi non ne faccio. Registro fatti anomali, ad esempio quotidiani che reclamano le dimissioni dei vertici dei partiti. Strano che siano i giornali a richiederlo e non gli elettori e gli iscritti. Campagna costruita sulle pagine milanesi de la Repubblica e con quelle del Corriere della Sera aperte agli insulti e alle diffamazioni di un ex del centrosinistra diventato assessore col centrodestra, di uno che mi accusa dell’apologia del cappio quando, io, nel 1983, sostenevo denunce politiche».
Passato giustizialista...
«Come si può sostenerlo! Erano denunce politiche che pesano e si tramandano di generazioni e di responsabilità».
Andiamo con ordine per rispetto dei lettori. Amministrative, Ferrante perde e lei in un’intervista parla di complotto.
«Conoscendo bene le implicazioni è un termine che uso con cautela e non l’ho mai pronunciato in quell’intervista. Davanti al risultato elettorale ho chiamato in causa l’astensionismo e ho invitato a prendere atto della sconfitta del centrosinistra e non lanciarsi in accuse versus Ferrante o Ferrante versus i partiti, a non dare cioè un’immagine di immaturità e di debolezza».
Auspicio inascoltato, come mostra la copiosa rassegna stampa dove ogni giorno il centrosinistra e l’ex prefetto si esibiscono in un regolamento di conti.
«Non sono il responsabile, anche se quell’ex assessore della giunta del centrodestra, Sergio Scalpelli, mi consiglia un “gesto di buon senso” ovvero “trasferire la residenza nella Capitale”. A che titolo parla circa i destini del centrosinistra? Ma, tornando all’osservazione, è vero: ogni giorno c’è un articolo in cui si parla dell’allargamento delle fratture interne alla Margherita milanese, fondato sulle opinioni di Roberto Caputo, che pesa sì e no il cinque-per cento-cinque delle preferenze ottenute dal partito a Milano. Nemmeno un rigo su chi, nella Margherita, lavora con compattezza per dare corpo al Partito Democratico dopo aver sostenuto già con entusiasmo, energia l’Ulivo».
Be’, c’è pure il centro di formazione diretto da Nicola Pasini che spara a zero sulla Margherita...
«L’ha fatto pure alle politiche quando abbiamo ottenuto il 118 per cento in più di consensi. E lo fa adesso quando nei consigli di zona il rapporto tra gli eletti Margherita e Ds è di uno a uno virgola cinque e quando la scelta amministrativa è stata condivisa in tutto e per tutto. Insieme a Enrico Letta stiamo collegandoci a un gruppo di professionisti per farli partecipi del nostro progetto. Realtà a tutti nota ma, ripeto, è meglio alzare il tiro contro Dalla Chiesa e ai suoi interrogativi».
Quali?
«Quelli dedicati a chi ha lanciato un’opa ostile per conquistare la Margherita. E lo dice pure Luca Beltrami Gadola, imprenditore onesto e che sa le cose del mondo: un gruppo bancario vorrebbe conquistare la Margherita milanese. Ah, rispondere “il caso” sarebbe inaccettabile. Non sono, non siamo bambini».