«Contro preti e Chiesa attacchi infondati Non bisogna aver paura»

La migliore risposta ad attacchi «spesso scorretti e infondati» contro la Chiesa è «una grande fedeltà alla Parola di Dio, una più risoluta testimonianza di santità e un accresciuto impegno per la carità nella verità da parte di tutti i fedeli». Benedetto XVI, tornato da Castelgandolfo, indica le strade da seguire per scacciare gli spettri dei recenti scandali di pedofilia, convinto che «se la Chiesa si incammina in questo periodo di purificazione la sua luce brillerà ancor di più di fronte agli uomini e alle donne onesti e di buona volontà».
Parole piene di fiducia e di speranza, quelle del Pontefice. Parole scritte in una lettera inviata – tramite il segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone, - ai Cavalieri di Colombo, (Knights of Columbus) associazione cattolica statunitense che conta quasi due milioni di aderenti. Nel testo della missiva il Papa «in mezzo alla turbolenza dei tempi» ha chiesto ai cavalieri «di perseverare nella loro testimonianza di fede e carità». Un messaggio che lascia trapelare la consapevolezza delle difficoltà che sta incontrando il mondo clericale, ma che, al contempo, rivela una straordinaria fiducia del Pontefice nei confronti della Chiesa e dei suoi fedeli. E, a giudicare da quanti hanno partecipato ieri a piazza San Pietro all’udienza generale del Papa, sembra che almeno nei numeri Benedetto XVI abbia ragione. Erano circa 80mila i fedeli, di cui 50mila giovani ministranti tedeschi, ovvero chierichetti, e i restanti provenienti da 12 Paesi europei, convenuti nella capitale per il loro decimo pellegrinaggio. Nei loro confronti, in un clima festoso che rimanda alle Giornate mondiali della gioventù, il Papa ha espresso gioia e un invito deciso: «Comunicate la fede ai vostri coetanei con gioia, con entusiasmo, senza paura. Aiutate i sacerdoti». La presenza di tanti giovani testimonia una grande fiducia nella Chiesa da parte delle famiglie cattoliche tedesche e del resto di Europa. Una testimonianza di cui andare fieri ma, agli occhi della Chiesa, da non usare come strumento di rivalsa o di replica agli scandali di pedofilia. «La nostra non vuole essere una prova di forza dei cattolici né una risposta all’emergere degli scandali», ha chiarito monsignor Bernhard Hasslberger, vescovo ausiliare di Monaco e responsabile del pellegrinaggio tedesco. Nel suo discorso, il pontefice, galero rosso per ripararsi dal sole e faccia sorridente, ha concluso con un’ultima raccomandazione: «Custodite gelosamente nel vostro cuore l’amicizia con Gesù»”.