"Contro queste persone un linciaggio da western"

«Questa è una delle pagine più tristi dell’informazione italiana. Da 48 ore mi sembra di leggere i resoconti di 300 anni fa, quando si mettevano al rogo le streghe». Carlo Giovanardi, deputato dell’Udc, è indignato per il tam tam mediatico sul caso di Rignano Flaminio, dove sei persone, tra cui tre maestre, sono accusate di reati gravissimi, tutti a danno di creature innocenti.


Onorevole, perché ce l’ha tanto con la stampa?
«Quasi tutti i giornali hanno fatto il processo a persone ancora imputate, le hanno già condannate e messe alla gogna».

Anche il ministro dell’Istruzione Fioroni sembra molto sicuro dei misfatti.
«Già, anche lui ha trattato questi insegnanti come dei condannati che hanno già subito un regolare processo. Non parliamo del ministro dell’Interno che ha dichiarato di avere seguito la vicenda con il fiato sospeso. Ma come si fa a parlare in questo modo, lui cosa c’entra in questa storia? Io l’ho detto anche ai miei colleghi: esercitate un po’ di spirito critico, laico ed esaminate i veri elementi sul tappeto».

Fioroni parla già di licenziamento delle maestre, una conferma della loro colpevolezza…
«Queste persone sono già state crocefisse, dopo un linciaggio da film western. In questo polverone, rischia di perdersi anche la responsabilità di un colpevole vero, se c’è».

Pensa che la vicenda finirà in una bolla di sapone?
«Io non discuto che ci possa essere stato un episodio di maltrattamento o peggio, di pedofilia. Ma le metodologie adottate coinvolgono troppe persone, molte delle quali non c’entrano nulla».

Ma i disegni dei bambini, i loro racconti dettagliati?
«Il disegnino è diventato il terrore delle scuole italiane. Spesso la veridicità delle dichiarazioni dei bambini viene inquinata da suggestioni esterne».

Dunque sarebbero tutte fantasie?
«Un bambino è stato violentato o maltrattato? Non lo so, leggendo i giornali non l’ho capito. C’è un video che inchioda i colpevoli? Se ci fosse avremmo risolto la faccenda, ma sembra che non ci sia neppure una foto compromettente. Speriamo che i magistrati facciano chiarezza al più presto ma su questa storia ci metto tanti dubbi, ne ho viste troppe per non essere scettico».

A cosa si riferisce?
«Al caso di Modena, per esempio, dove i bambini accusavano di tutto e di più, raccontavano cose sempre più truculente, fino a perdere il confine tra realtà e fantasia. Racconti che hanno portato alla morte per infarto di don Giorgio Govoni. Poi c’è stato il caso di Brescia. I bambini usavano frasi analoghe a quelle di Rignano. Anche lì sono stati tutti assolti».