Il contro referendum fa il pieno di firme: «Il Comune ci ripensi»

In corso Buenos Aires, i milanesi interrompono lo shopping dei saldi per firmare contro Area C. Tanti. Il banchetto del Pdl all’angolo con piazza Oberdan ieri ne ha raccolte 800 in poche ore per il controreferendum, anche se la grande mobilitazione è organizzata per domani alle 17.30 davanti a Palazzo Marino, nel giorno «uno» del ticket. In un altro angolo del corso, al teatro Elfo Puccini dove si tiene l’assemblea lombarda del Pd. Il segretario nazionale Pierluigi Bersani la definisce «una buona iniziativa», ma persino il sindaco di Torino Piero Fassino è freddo: «Seguiamo con interesse quest’esperienza e valuteremo gli esiti» ma «i problemi del traffico e della mobilità di ogni città vanno organizzati sulla base specifica della realtà urbana» e «le soluzioni non possono essere trasferite meccanicamente». Sotto la Mole insomma, non se ne parla. Il superticket più che su traffico e smog rischia di avere un effetto taglia-consensi. Lo dice chiaro il coordinatore nazionale del Pdl Ignazio La Russa (nella foto), ieri al gazebo per firmare contro Area C con il presidente della Provincia Guido Podestà e l’ex vicesindaco Riccardo De Corato: «In queste ore su Milano è calato un nebbione, altro che aria nuova. La luna di miele della città con il sindaco - affonda - è già finita, si tornasse a votare oggi penso che il risultato si ribalterebbe, con i provvedimenti che la giunta Pisapia ha preso in pochi mesi, come questa nuova tassa da 5 euro al giorno, i milanesi ci stanno rimpiangendo».
Per Guido Podestà è «intollerabile imporre una tassa a chi per ragioni professionali deve recarsi in centro. Gli artigiani rinunceranno alle chiamate dalla zona 1 o aggiungeranno al conto il ticket». La Provincia rivolge a Pisapia «un invito molto sereno» ma «deciso» a ripensarci, «visto che l’obiettivo evidente è fare cassa, forse lo può raggiungere comunque tagliando qualche spreco».
Il Comune è assediato. Da una parte le imprese e i commercianti chiedono deroghe last minute («vogliamo almeno il trattamento dei residenti»). Dall’altra il comitato No Charge, che riunisce centinaia di famiglie del centro, organizza oggi dalle 9 alle 12.30 in corrispondenza di undici varchi (tra cui via Turatim Monti, Porta Vittoria, Porta Romana, largo la Foppa) dei «gruppi di discussione» e flash mob per sottolineare «il funesto inizio del confino. Vogliamo poter rientrare a casa - protestano - senza pagare dazio e senza controllare l’orologio».
Il sindaco, intervistato ieri da Fabio Fazio a «Che tempo che fa», si barcamena tra la fronda ambientalista e le barricate di residenti e categorie. Sostiene che Area C «porterà disagi all’inizio ma vantaggi nel lungo periodo, anche quando è stato vietato di fumare al cinema ci fu una ribellione ma oggi sarebbe inconcepibile tornare indietro, tra 6 mesi sarà lo stesso». È «necessario iniziare subito, non serve ritardare di un mese». Ma ammette: «È del tutto evidente che sono disponibile a un ripensamento dopo i primi risultati per migliorare e cambiare il provvedimento, è una sperimentazione, valuteremo».