Contro la Regione la Federcaccia scende in piazza

La Federcaccia provinciale di Roma ha indetto per il 26 luglio alle 10.30 una manifestazione di protesta contro il calendario venatorio davanti alla sede del consiglio regionale del Lazio in via della Pisana. «Il motivo - si legge in una nota - sta nella firma da parte dell’assessore Daniela Valentini insieme con il presidente Piero Marrazzo di un secondo calendario venatorio senza minimamente informarci. Con grande sgomento apprendiamo notizie dai quotidiani circa la possibile pre-apertura in deroga della stagione venatoria 2005/2006 e solo dal sito della Regione Lazio veniamo a conoscenza del calendario venatorio della prossima stagione».
La Federcaccia di Roma ha chiesto alla Valentini che le decisioni «vengano ridiscusse nel Ctfvr (comitato tecnico faunistico venatorio regionale, ndr) e non approvando in modo autonomo un altro calendario che di fatto comunque contestiamo nei contenuti, nel metodo, nelle decisioni sicuramente non democratiche e soprattutto disconoscendo le associazioni venatorie che sono il sindacato dei cacciatori».
Critico anche l’ex assessore all’Agricoltura Antonello Iannarilli. «La giunta Marrazzo con il primo atto sulla caccia è riuscita a creare il malcontento generale scontentando proprio tutti, cacciatori, associazioni venatorie, agricoltori e ambientalisti che concordano nel giudicare il provvedimento assurdo, inadeguato, inaccettabile e illegittimo - ha detto il consigliere regionale di Forza Italia -. Di fronte a tutto questo appare ancora più chiaro - ha concluso Iannarilli - l’operato della precedente amministrazione, che non ha mai trascurato i temi dell’ambiente e delle attività eco-compatibili, senza demonizzare e criminalizzare la caccia, la cui normativa nazionale e regionale è stata rigorosamente rispettata nell’adozione di ogni atto».
«Con il nuovo calendario venatorio - ha rincarato la dose Fabio Desideri, capogruppo della Lista Storace - la Giunta Marrazzo è riuscita a scontentare tutti. In considerazione delle proteste che giungono dalle associazioni dei cacciatori che dichiarano non mantenute le promesse; alla luce di un dialogo annunciato ma a quanto pare non avvenuto e se avvenuto non finalizzato; tenendo conto della singolare lettera scritta dall’assessore Valentini alle stesse associazioni, una sorta di “specchietto per le allodole”, la nuova amministrazione regionale deve spiegare come intenda rispondere alle legittime esigenze del mondo della caccia. Per questo presenterò un’interrogazione urgente al presidente Marrazzo». «Spero - ha proseguito Desideri - che la Giunta non risponda annunciando provvedimenti astratti o con artificiose elucubrazioni dettate forse più dall’afa che dalla volontà di risolvere i problemi. Spero, inoltre, che Marrazzo chiarisca una volta per tutte chi sia a decidere sulla caccia: Bonelli o Valentini. Vorremmo anche sapere se la delega riguardi l’attività venatoria o l’abolizione della stessa». «Il fatto che l’assessore Valentini - ha concluso Desideri - scriva una lettera aperta ai cacciatori affermando, tra l’altro, che “è necessario discutere sul rapporto che si instaura tra l’uomo e l’animale nel suo ambiente” ci preoccupa non poco: non per la salute dei primi, né dei secondi, bensì per le valutazioni politiche che da simili dichiarazioni possono derivare».